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Cosa vedere a Sorano oltre il borgo: Montebuono, San Quirico e Vitozza

Tra le frazioni meno note del comune di Sorano: il borgo di Montebuono, San Quirico e l'insediamento rupestre di Vitozza con oltre 200 grotte.

San Quirico, hamlet of Sorano, Province of Grosseto, Tuscany, Italy
Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Montebuono: 519 metri di quota, chiesa di Sant'Andrea con affreschi ritrovati di recente
  • San Quirico: frazione più popolosa del comune con 476 abitanti, nata dopo lo spopolamento di Vitozza
  • Vitozza: insediamento rupestre con oltre 200 grotte, ingresso gratuito, parte del Parco Archeologico Città del Tufo
  • Nella zona si trovano anche i percorsi delle Vie Cave meno frequentati rispetto a quelli di Sovana e Pitigliano

Il comune di Sorano non si esaurisce nel borgo scavato nel tufo che richiama ogni anno migliaia di visitatori, né nella vicina Sovana con le sue necropoli etrusche. Il territorio comunale conta, secondo i dati riportati da Wikipedia, dieci frazioni oltre al capoluogo: tra queste, Montebuono e San Quirico restano le mete meno battute, pur custodendo chiese storiche, piccoli musei di comunità e, soprattutto, l'accesso diretto a uno dei siti rupestri più importanti d'Italia centrale, quello di Vitozza.

Montebuono, il borgo a 519 metri

Montebuono è una frazione del comune di Sorano, situata a 519 metri sul livello del mare, che secondo i dati del censimento 2011 contava 28 abitanti. Il nucleo storico conserva la chiesa di Sant'Andrea, chiesa parrocchiale della frazione, situata a ridosso dei resti delle mura che circondano la parte rialzata del colle, al cui interno sono stati recentemente scoperti due pregevoli affreschi. L'edificio religioso, secondo quanto ricostruito da Wikivoyage, fu edificato durante il periodo medievale, quasi certamente tra il XIII e il XIV secolo, quando risultava essere già una parrocchia con l'attuale denominazione.

Poco fuori dal paese, in località La Dispensa, si trova la chiesa della Madonna del Cerro, che risale al XVIII secolo. Nei locali delle ex scuole elementari ha sede un piccolo presidio culturale: la biblioteca Romano Scali, inaugurata il 29 giugno 2010. Lungo la strada che porta verso la località Appalto si incontra inoltre il Parco della Rimembranza, un'area verde che custodisce il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, come documentato dal catalogo dei beni culturali: il parco di forma irregolare è situato fuori dal centro abitato di Montebuono, lungo la strada che porta alla località di Appalto, con il monumento ai caduti della prima guerra mondiale collocato di fronte all'ingresso.

San Quirico, la frazione più popolosa

A pochi chilometri dal capoluogo si trova San Quirico, che con i suoi 476 abitanti secondo il censimento 2011 è, come riporta Wikipedia in lingua italiana, la frazione più popolosa del territorio comunale. Il paese ha una storia particolare: le sue origini sono legate all'importante area rupestre di Vitozza, il cui decadimento fu completato nel XV secolo, mentre il centro abitato vero e proprio si formò successivamente nel corso del Settecento, quando la popolazione crescente sentì l'esigenza di erigere una cappella nel 1785.

La chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Quirico e Giulitta, ha una festa patronale fissata al 16 giugno, come indicato dalla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. A San Quirico ha sede anche la squadra di calcio locale: presso la frazione ha sede la società calcistica Unione Sportiva San Quirico, che milita nel campionato di seconda categoria.

Vitozza, la città di pietra alle porte di San Quirico

Il motivo principale per spingersi fino a San Quirico è però l'accesso all'insediamento rupestre di Vitozza, che dista circa due chilometri dalla frazione. Secondo Visit Tuscany, il portale ufficiale di promozione turistica della Regione Toscana, il sito è costituito da oltre 200 grotte scavate nel tufo ed adibite fin dalle epoche più antiche ad abitazioni, stalle ed annessi. Le grotte furono utilizzate per secoli: erano adibite ad abitazioni fin dall'epoca medievale, alcune delle quali erano ancora popolate nel Settecento quando i Lorena effettuarono il censimento degli abitanti della zona.

Il percorso, segnalato da pannelli esplicativi, fa parte del Parco Archeologico Città del Tufo e permette di osservare, oltre alle abitazioni ipogee, i resti di due fortificazioni medievali e i cosiddetti colombari, strutture di origine romana: nella parte nord-occidentale di Vitozza si trova un raggruppamento di alcune decine di grotte, denominate colombari, realizzate quasi certamente in epoca romana e rimaste attive anche durante tutto il Medioevo, con lo scopo di essere sfruttate per l'allevamento dei piccioni.

Informazioni pratiche

Il punto di partenza più comodo per raggiungere Vitozza è Piazza della Repubblica a San Quirico, da cui parte la strada segnalata verso il sito, inizialmente asfaltata e poi sterrata. Da qui si sviluppa anche un itinerario escursionistico più ampio, il trekking delle vie cave che collega Vitozza a Sorano, un percorso meno frequentato rispetto alle più note vie cave di Sovana e Pitigliano ma che attraversa lo stesso paesaggio di forre tufacee e boschi lungo il fiume Lente.

Chi organizza la visita dovrebbe comunque verificare in anticipo orari di apertura ed eventuali variazioni stagionali consultando i canali ufficiali del Parco Archeologico Città del Tufo, dato che le condizioni di accesso a un'area naturalistica possono cambiare senza preavviso in base alla stagione e alle condizioni del sentiero.

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