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West Nile, dalla Provincia il piano per passare dall'emergenza alla prevenzione

Alla Provincia di Grosseto confronto tra Asl, enti locali e territorio su arbovirosi: 10 casi e 2 decessi nel 2026, modello Diaccia Botrona come esempio virtuoso.

Riserva naturale Diaccia Botrona (Q3936556)
Foto Stefano Benucci / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Dal 1° gennaio al 15 ottobre 2026 in provincia di Grosseto 10 casi di West Nile, tutti neuro-invasivi, con 2 decessi
  • Nell'intero territorio della Asl Toscana sud est i casi sono stati 28, più 13 segnalazioni complessive nel Grossetano per altre arbovirosi
  • L'esperienza di Castiglione della Pescaia e della Diaccia Botrona indicata come modello di gestione del territorio che contiene il fenomeno
  • Obiettivo dichiarato: passare da un approccio emergenziale a una prevenzione strutturale secondo il piano regionale e l'approccio One Health

Grosseto. Fare il bilancio della stagione 2026 delle arbovirosi e definire insieme le prossime mosse di prevenzione: è stato questo l'obiettivo dell'incontro che si è svolto questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Grosseto, promosso da Asl Toscana sud est e Provincia. All'iniziativa, intitolata "Il controllo delle arbovirosi: analisi della situazione attuale e proposta di un esempio di gestione virtuoso, sviluppato in ottica One Health", hanno preso parte professionisti della Asl Toscana sud est, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e delle amministrazioni comunali.

Al centro della mattinata i dati epidemiologici del 2026: dal 1° gennaio al 15 ottobre, nel territorio della Asl Toscana sud est sono stati registrati 28 casi di West Nile, 10 dei quali in provincia di Grosseto, tutti in forma neuro-invasiva, con 2 decessi. Nello stesso periodo, nel Grossetano sono state gestite complessivamente 13 segnalazioni che comprendono, oltre ai casi di West Nile, altre infezioni da arbovirus di origine non autoctona. Gli interventi hanno ricostruito l'impegno che la gestione di ogni singolo caso richiede, dalla notifica all'indagine epidemiologica, dalla sorveglianza su zanzare e animali serbatoio fino alle ordinanze e agli interventi di disinfestazione, nel quadro del piano regionale di contrasto alle arbovirosi.

La seconda parte dell'incontro è stata dedicata al passaggio dal modello dell'emergenza a quello della prevenzione sostenibile, illustrato attraverso l'esperienza di Castiglione della Pescaia e della riserva naturale della Diaccia Botrona, dove una corretta gestione del territorio ha contribuito a contenere il fenomeno.

"Il 2026 ci ha mostrato con chiarezza quanto le arbovirosi siano ormai una realtà concreta anche nel nostro territorio", ha detto il direttore del Dipartimento della Prevenzione della Asl Toscana sud est, Giorgio Briganti, sottolineando la necessità di "investire sulla prevenzione, lavorando insieme alle amministrazioni comunali, alla Regione Toscana, a chi gestisce il territorio, le acque e l'ambiente". Il presidente della Provincia, Francesco Limatola, ha parlato di una sfida che "richiede programmazione, prevenzione e una costante attenzione alla salute pubblica e all'ambiente", indicando l'esperienza della Diaccia Botrona come dimostrazione di quanto "una gestione attenta e integrata del territorio possa contribuire a contenere il fenomeno".

A livello regionale, secondo l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità aggiornato al 21 ottobre 2026, in tutta la Toscana sono stati segnalati 34 casi confermati di West Nile, un dato che colloca la regione tra quelle con numeri più contenuti rispetto a Lombardia, Veneto e Lazio.

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