Via Sogno, opposizioni chiedono di rinviare la variante in commissione
Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono la convocazione della IV Commissione prima del voto in Consiglio del 26 ottobre sulla variante di via Sogno.

- La Regione Toscana aveva sollevato osservazioni sulla perdita di verde sportivo rimaste, secondo l'opposizione, inascoltate
Grosseto. I gruppi consiliari di Partito Democratico, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono la convocazione della IV Commissione consiliare sulla variante urbanistica di via Edgardo Sogno, prima che la delibera arrivi in Consiglio comunale il 26 ottobre. La richiesta, presentata a norma del regolamento del Consiglio comunale, è contenuta in un comunicato diffuso dai tre gruppi di opposizione.
Alla base della richiesta c'è, secondo i consiglieri, un fatto nuovo: la petizione popolare "Valorizziamo via Edgardo Sogno" protocollata in Comune il 15 ottobre, sottoscritta da circa seicento cittadini del Pizzetti e indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio e venerdì scorso inviata anche ai consiglieri di minoranza. Il documento, come ricostruito da un altro quotidiano locale, è stato depositato con il protocollo 141718. La petizione chiede di mantenere a verde pubblico i 13.100 metri quadrati di proprietà comunale tra via Sogno e via Brunetta Scotti e propone un parco urbano attrezzato, con spazi per bambini e famiglie, impianti sportivi e un punto di ristoro, da realizzare anche in partenariato pubblico-privato dopo uno studio di fattibilità. È la seconda iniziativa dei residenti in poco più di un anno, dopo una prima petizione protocollata nell'agosto 2025.
I tre gruppi richiamano anche le osservazioni della Regione Toscana, secondo cui il Regolamento urbanistico classifica l'area come "verde sportivo" e il nuovo Piano strutturale, approvato dal Comune nel novembre 2025, la colloca tra le "attrezzature, servizi e parchi urbani", dove "dovranno essere mantenute aree a verde". Secondo l'opposizione, la scheda oggi in vigore consentiva 500 metri quadrati di superficie edificabile per servizi, negozi di vicinato e uffici; la variante ne prevede 3.273 di residenziale, sei volte e mezzo tanto, con tre edifici fino a nove metri di altezza e 131 abitanti teorici.
Il precedente: il Peep di via de' Barberi
La vicenda nasce da un progetto di edilizia economica e popolare avviato nel 1997 nella zona sud della città, rimasto per anni incompiuto dopo il fallimento del Consorzio Etruria che ne aveva in carico la realizzazione. Il Comune ha poi inserito l'area nel programma PINQuA finanziato con fondi Pnrr, acquistando i lotti falliti per oltre due milioni di euro. Con le delibere 25 e 26 approvate dal Consiglio comunale il 20 marzo 2026, l'amministrazione ha deciso di non costruire più due degli edifici previsti nell'area di via de' Barberi per non aggravare il traffico, trasferendo le relative volumetrie residenziali nell'area verde del Pizzetti.
I consiglieri di opposizione chiedono che in Commissione vengano ascoltati i promotori della petizione, acquisita la verifica sulle alternative sollecitata dalla Regione e definito un percorso di confronto con i residenti, prima del voto in Consiglio.







