Follonica, l'opposizione: "Il Comune non paga la ditta delle pulizie da luglio"
Cinque consiglieri di opposizione denunciano mancati pagamenti alla ditta delle pulizie e chiedono un'indagine interna sulle responsabilità.

- Citato anche il caso delle indennità di responsabilità ai dipendenti comunali
Il Comune di Follonica non pagherebbe da luglio la ditta incaricata del servizio di pulizie negli uffici comunali. A denunciarlo sono i consiglieri di opposizione Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri, Andrea Pecorini e Francesca Stella, che in un comunicato chiedono conto alla maggioranza della situazione e annunciano la richiesta di un'indagine interna.
"Come è possibile che il Comune di Follonica non paghi da luglio la ditta che si occupa delle pulizie e che, nel frattempo, nessuno dei politici della maggioranza si stia interessando alle lavoratrici che garantiscono ogni giorno un servizio essenziale?", scrivono i cinque consiglieri. Secondo quanto riferito nella nota, il ritardo sarebbe legato a questioni burocratiche, ma per l'opposizione le procedure amministrative complesse non giustificano il fatto che a pagarne le conseguenze siano le ditte che lavorano per il Comune e le loro dipendenti.
I consiglieri collegano la vicenda al voto in consiglio comunale di pochi giorni fa, quando la maggioranza ha respinto una mozione sul contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. La mozione, presentata dall'opposizione, è stata bocciata il 15 ottobre: tra i consiglieri di maggioranza il solo Stefano Boscaglia, della Lega, ha votato a favore.
Il comunicato richiama anche un'altra vicenda, quella delle indennità di responsabilità ai dipendenti comunali, definita "il caos che si è creato" attorno alla loro erogazione. Il tema era già emerso nel consiglio comunale del 2 luglio: un errore nel calcolo delle indennità relative al 2025 ha portato 23 dipendenti comunali a dover restituire complessivamente circa 24mila euro, mentre altri tre lavoratori non avevano ricevuto quanto spettava.
I cinque consiglieri chiedono al sindaco e all'assessore alla legalità di chiarire se la ditta delle pulizie sia stata messa in condizione di sostenere il costo del personale e se le dipendenti abbiano lavorato nel rispetto dei diritti su sicurezza, assicurazione e retribuzione. "La legalità non può essere invocata soltanto quando si parla degli altri, deve valere prima di tutto dentro casa propria", scrivono nella nota.
L'opposizione chiede infine che il Comune chiarisca lo stato dei pagamenti e indichi tempi certi per regolarizzare la posizione nei confronti della ditta. Non risulta, al momento, una replica dell'amministrazione comunale alle accuse mosse dai cinque consiglieri.







