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Rocca Aldobrandesca di Arcidosso: storia e visita del Castello di San Niccolò

Storia, architettura e percorso museale della rocca medievale che domina il centro storico di Arcidosso, sul Monte Amiata.

Rocca Aldobrandesca di Arcidosso: storia e visita del Castello di San Niccolò
Foto Mongolo1984 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Le origini risalgono all'860 con la famiglia Aldobrandeschi
  • Conquistata dai senesi nel 1331, passò ai Medici nel Cinquecento
  • All'interno un percorso museale con reperti archeologici e mostre
  • Per orari e biglietti verificare il sito del Comune o contattare la struttura

Arcidosso, borgo del Monte Amiata in provincia di Grosseto, è dominato dalla Rocca Aldobrandesca, uno dei castelli medievali meglio conservati d'Italia. Il monumento, noto anche come Castello di San Niccolò dal nome della chiesa del terziere che sorgeva ai suoi piedi, è oggi visitabile e ospita un percorso museale dedicato alla storia del territorio amiatino.

Le origini e la famiglia Aldobrandeschi

Secondo quanto riporta il sito del Comune di Arcidosso, il castello iniziò ad essere costruito probabilmente intorno all'anno 860 poco prima del pieno Medioevo, dalla famiglia Aldobrandeschi su preesistenti costruzioni di epoca longobarda; passò successivamente nella Contea di Santa Fiora a seguito della spartizione dei beni tra i due rami della famiglia.

Studi archeologici più recenti hanno permesso di retrodatare parte della struttura: quando intorno al 1100 gli Aldobrandeschi decisero di costruire la torre maestra, la rocca possedeva di già un palazzo in pietra di due piani fatto edificare molto probabilmente dal marchese Ugo II di Toscana tra il 970 e il 995. Quello di Arcidosso è il più antico palazzo extraurbano di governo statale in Italia e uno dei più antichi d'Europa, qui risiedevano i Visconti del Monte Amiata nominati da Ugo. Furono poi gli Aldobrandeschi ad ampliare l'edificio, sopraelevando di due piani il palazzo e costruendo le sue torri e le due cinte murarie merlate, anch'esse provviste di torri.

Dall'assedio senese al passaggio ai Medici

Nel corso del Trecento la rocca fu più volte oggetto di attacchi da parte di Siena. Come spiega ancora il Comune di Arcidosso, nel corso del Trecento i senesi cercarono più volte di espugnare il luogo, cosa che avvenne nel 1331 grazie all'assedio portato avanti da Guidoriccio da Fogliano; da allora Arcidosso e il suo castello entrarono a far parte della Repubblica di Siena. L'episodio è legato anche a un celebre affresco: nel 1980, nel Palazzo Pubblico di Siena, è venuto alla luce un affresco di probabile attribuzione a Simone Martini, in cui appare il castello di Arcidosso in un contesto che sembra riferibile alla conquista di Guidoriccio da Fogliano del 1331 (l'attribuzione resta comunque dibattuta tra gli storici dell'arte).

Con la caduta della Repubblica senese, il castello passò sotto il controllo della famiglia Medici: dopo la caduta della Repubblica di Siena nel 1556, passò sotto il controllo dei Medici, e Cosimo I vi stabilì diversi uffici periferici, rendendolo un centro importante (traduzione dalla scheda di Castelli Toscani). Successivamente, con la riforma leopoldina del 1786, il territorio passò sotto i Lorena.

Architettura e percorso museale

Il complesso si presenta oggi come un imponente edificio a due corpi di fabbrica, caratterizzati da una sezione quadrangolare che poggia su imponenti basamenti a scarpa, con pareti esterne rivestite in filaretto; sul lato settentrionale si eleva la Torre Maestra, la cui sommità è coronata da una serie di archetti ciechi che costituiscono la base della merlatura soprastante. Resta visibile ancora oggi un tratto della prima cinta muraria che collega il Castello con l'ex Palazzo della Cancelleria.

All'interno è allestito un percorso storico-archeologico: un racconto da vivere che diventa il luogo di una narrazione storico-archeologica sul Medioevo, frutto della collaborazione tra l'Università di Firenze e il Comune di Arcidosso. Il percorso, curato con opere dell'artista Riccardo Polveroni, ripercorre le vicende dal marchese Ugo di Toscana fino a Guidoriccio da Fogliano, mentre al piano secondo è collocata la galleria dedicata al paesaggio medievale dell'Amiata e della Maremma, in cui sono esposti reperti archeologici provenienti dal sito di Castel Vaiolo, che includono un importante nucleo di castagne antiche recuperate in scavo in Toscana. Nel corso dell'anno la rocca ospita anche mostre temporanee di arte contemporanea.

Informazioni pratiche

Gli orari di apertura e i costi del biglietto possono variare a seconda della stagione e non risultano uniformemente aggiornati sulle diverse fonti consultate: si consiglia quindi di verificare gli orari direttamente sul sito ufficiale del Comune di Arcidosso o contattando la struttura prima della visita. Per informazioni e prenotazioni è indicato il recapito telefono (+39) 0564 96 64 48, email biblioteca@comune.arcidosso.gr.it.

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