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Castello di Scarlino: storia della rocca e panorama sul golfo di Follonica

Dalle origini aldobrandesche del X secolo ai Pisani e agli Appiani: storia, tesoro e panorama della Rocca che domina il borgo di Scarlino.

Rocca aldobrandesca (Scarlino)
Foto Gbartalesi / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • La rocca sorse nel X secolo per volere degli Aldobrandeschi su un colle abitato fin dall'età del bronzo
  • Passò ai Pisani tra fine Duecento e inizio Trecento, poi al Principato di Piombino sotto gli Appiani
  • Nelle sue mura fu ritrovato il 'tesoro di Scarlino', cento monete d'oro del XIV secolo
  • Dalla terrazza il panorama spazia sul golfo di Follonica, da Piombino a Punta Ala

Il Castello di Scarlino, conosciuto anche come Rocca Pisana o Rocca Aldobrandesca, domina dall'alto del colle l'omonimo borgo medievale nel comune di Scarlino, in provincia di Grosseto. È uno dei monumenti più riconoscibili della Maremma settentrionale e il punto panoramico da cui si osserva gran parte del golfo di Follonica.

Le origini: dall'età del bronzo agli Aldobrandeschi

Il colle su cui sorge la rocca era abitato molto prima della costruzione del castello. Le testimonianze più antiche della presenza di un abitato sulla sommità del colle attualmente occupato dal castello di Scarlino risalgono alla tarda età del bronzo, nei secoli XII- X a.C. Dopo un periodo di abbandono, l'area fu occupata di nuovo in epoca etrusco-arcaica, come documentano gli scavi dell'Università di Siena.

La fortificazione vera e propria nasce secoli dopo. Il castello di Scarlino sorse come rocca nel corso del X secolo, per volere degli Aldobrandeschi, in un'area che aveva dato alla luce reperti di epoca preistorica. Le prime notizie scritte di un insediamento fortificato sono ancora più precise: secondo la ricostruzione storica, le prime notizie di un insediamento fortificato a Scarlino risalgono al 973, anche se non è possibile stabilirne l'aspetto originario.

Dai Pisani agli Appiani

Il controllo del castello cambiò più volte mano nel corso del Medioevo. Il complesso rimase di proprietà della famiglia Aldobrandeschi fino alla fine del XIII secolo, eccetto un breve e temporaneo passaggio alla famiglia Alberti di Mangona. La documentazione dell'Università di Siena colloca con precisione il passaggio successivo: la documentazione scritta, risalente al 1277, anno in cui i Conti Alberti cedettero i diritti signorili sul castello di Scarlino al comune di Pisa, segna l'inizio del dominio pisano sulla rocca.

Fu proprio in epoca pisana che il castello assunse l'aspetto che in gran parte conserva ancora oggi. Tra la fine del Duecento e gli inizi del XIV secolo il castello fu ceduto ai Pisani che lo controllarono per quasi un secolo; proprio in questo periodo fu completamente ristrutturato il complesso.

Il dominio pisano lasciò poi il posto a quello del Principato di Piombino. Nel 1398 sia Scarlino che la sua rocca entrarono a far parte del Principato di Piombino, sotto la cui giurisdizione rimase fino al 1815, anno in cui entrò a far parte definitivamente del Granducato di Toscana. Fu in questa fase, sotto la signoria degli Appiani, che la rocca ricevette l'ultimo grande intervento architettonico: come la vediamo oggi, la Rocca è il risultato della sistemazione architettonica quattrocentesca voluta dagli Appiani, signori di Piombino, sulla precedente fortezza pisana.

Il tesoro di Scarlino

Negli scavi condotti nell'area della rocca è stato rinvenuto uno dei ritrovamenti più significativi del territorio. Tra i reperti della Rocca si segnala il tesoro di Scarlino, costituito da 100 monete d'oro databili intorno al XIV secolo, trovato nella parete della canonica della Rocca all'interno di un vasetto. Le monete sono oggi conservate al Centro di documentazione del territorio "Riccardo Francovich", nel cuore del borgo, che illustra le varie fasi di vita nell'area della Rocca di Scarlino dall'età del Bronzo al XVII secolo.

Lo stato attuale e la vista sul golfo

Dopo secoli di decadimento, la struttura è stata recuperata con interventi di restauro negli ultimi decenni del Novecento. La Rocca aldobrandesca di Scarlino si presenta sotto forma di imponenti ruderi ottimamente recuperati grazie ai lavori di restauro; il complesso attuale è costituito da 3 torri angolari differenti tra loro, unite da una serie di cortine murarie di altezza diversa.

Il valore della rocca come punto di osservazione è legato alla sua posizione. Grazie alla straordinaria posizione in cui sorge, dalla quale si domina tutta la sottostante pianura e larga parte della costa da Piombino a Punta Ala, il Castello ebbe nella storia più volte il compito di avvistare e comunicare l'arrivo di nemici alle città dell'interno. Oggi lo stesso punto panoramico regala ai visitatori la vista sul golfo di Follonica e, nelle giornate più limpide, sull'isola d'Elba.

Informazioni pratiche

La Rocca si trova in via della Rocca, nel punto più alto del borgo di Scarlino, raggiungibile a piedi dal centro storico. L'accesso all'interno non segue un orario fisso tutto l'anno: la rocca viene aperta soprattutto in occasione di visite guidate, mostre e degli spettacoli musicali e teatrali che d'estate animano il suo interno, come segnalato dalla rete Musei di Maremma, di cui il sito fa parte insieme al Centro di documentazione "Riccardo Francovich". Per informazioni aggiornate su aperture, visite guidate e laboratori didattici è possibile contattare i Musei di Scarlino al numero 0566/38552 o scrivere a musei@comune.scarlino.gr.it.

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