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Le Biancane di Monterotondo Marittimo: come si è formata la zona geotermica

Fumarole, soffioni e lagoni: la geologia dietro il paesaggio delle Biancane e due secoli di sfruttamento industriale della geotermia.

Geomuseo delle Biancane
Foto Costaetrusca / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Le Biancane si trovano nel settore meridionale del campo geotermico di Larderello, tra le province di Grosseto e Pisa
  • Il colore bianco delle rocce nasce dalla reazione chimica tra vapori solforati e calcare, che si trasforma in gesso
  • Uno studio INGV-CNR ha stimato l'energia naturale rilasciata dall'area in 20-30 megawatt
  • Lo sfruttamento industriale iniziò nell'Ottocento con Francesco De Larderel e proseguì con le centrali elettriche del Novecento

Nel territorio di Monterotondo Marittimo, nella parte nord-occidentale della provincia di Grosseto, si trova una delle aree geotermiche più studiate d'Europa: il parco naturalistico delle Biancane. Il paesaggio, descritto da escursionisti e ricercatori come "lunare", nasce da un processo geologico che porta in superficie calore ed energia dalle profondità della crosta terrestre.

Dove si trovano e perché si chiamano così

Il sito, come spiega l'INGV, si trova nel settore meridionale del campo geotermico di Larderello, nel comune di Monterotondo Marittimo in provincia di Grosseto. Il nome "Biancane" deriva dal colore delle rocce: secondo la ricostruzione dell'INGV, il dominante colore bianco che caratterizza le rocce affioranti è il risultato della lisciviazione da parte dei fluidi geotermali sulle rocce stesse, mentre in alcuni punti il bianco è interrotto da chiazze di un limpido colore giallo prodotte dalla sublimazione dello zolfo contenuto nei vapori più caldi. A livello chimico, la reazione che produce questo effetto avviene perché il vapore contenente idrogeno solforato reagisce con il calcare, che si trasforma così in gesso.

Le manifestazioni geotermiche superficiali

Lungo i sentieri del parco si incontrano diverse tipologie di fenomeni, ciascuna con caratteristiche proprie:

Manifestazione Caratteristica
Fumacchi e fumarole sorgenti di gas e vapore che fuoriescono a bassa temperatura e a bassa pressione
Soffioni sorgenti di gas e vapore che fuoriescono ad alta temperatura e pressione; il nome è legato al forte rumore che i gas in pressione fanno nel momento in cui emergono dalla terra
Putizze e mofete fenomeni simili ai fumacchi e alle fumarole, ma con emissione di acido solfidrico, che dà il tipico odore di uova marce, o anidride carbonica
Bulicami pozze di acqua fangosa stagnante che gorgoglia a causa dei gas geotermici

L'area è stata inoltre classificata Sito di Interesse Regionale (SIR) denominato "Campi di alterazione geotermica di Monterotondo e Sasso Pisano".

Il meccanismo geologico: cosa succede in profondità

Un team di ricercatori di INGV Pisa, del CNR-IGG e del CNR-ISTI, in collaborazione con il parco, ha condotto uno studio multidisciplinare sull'area. Le indagini hanno riguardato il processo di rilascio di fluidi profondi ed energia in un sistema geotermico tra i più attivi al mondo e hanno coinvolto misure di CO2 e temperatura dei suoli, analisi delle faglie e delle fratture, campionamento chimico delle fumarole e immagini satellitari.

I risultati più significativi riguardano la natura del serbatoio e la dinamica dei fluidi. L'area, di circa 100.000 metri quadrati, rilascia poco più di 11 tonnellate al giorno di CO2, una quantità comunque modesta perché ci si trova in un'area geotermale a vapore dominante in cui la quasi totalità dei fluidi profondi, per oltre il 99%, è costituita da vapor d'acqua. Le fumarole delle Biancane presentano temperature caratteristiche comprese tra 99°C e 129°C, mentre la massa di vapore che si muove dal profondo è stata stimata tra 649 e 970 tonnellate di H2O al giorno.

A guidare la risalita dei fluidi sono le discontinuità strutturali del sottosuolo: le discontinuità strutturali dell'ambiente, come faglie, fratture e crepe, favoriscono la migrazione di vapore e gas verso la superficie, dando origine non solo a fumarole e lagoni visibili, ma anche a un rilascio diffuso di CO2 e di energia, meno immediatamente percepibile. Il calore si sprigiona soprattutto quando il vapore condensa vicino alla superficie, causando un riscaldamento del suolo che può superare gli 80°C, un'anomalia termica rilevabile anche dalle immagini satellitari. Lo studio ha permesso di stimare l'energia associata al processo del naturale degassamento delle Biancane in circa 20-30 megawatt, una potenza paragonabile a quella di una singola centrale geotermoelettrica del campo di Larderello.

Dallo sfruttamento ottocentesco alle centrali di oggi

La storia industriale della geotermia in zona è lunga quasi due secoli. Già a partire dal 1827, l'ingegnere e imprenditore François Jacques de Larderel, promotore dello sfruttamento industriale dei soffioni boraciferi delle Colline Metallifere, impiantò nella frazione di Lago Boracifero tre stabilimenti per la produzione di acido borico. Intorno a quegli impianti nacque un vero e proprio villaggio operaio, con infrastrutture per la captazione e il trasporto del vapore, la centrale del lago con i pozzi, i vaporodotti e le teleferiche.

Il passaggio dall'estrazione dell'acido borico alla produzione elettrica avvenne nei primi decenni del Novecento. Le tappe principali sono riassunte nella tabella seguente, basata sulla ricostruzione di Wikipedia e su un documento della Regione Toscana sul sito di Podere Paterno:

Anno Evento
1914 Costruzione della prima centrale elettrica a Lago Boracifero
1916 Avvio della produzione di energia elettrica da fonte geotermica a livello industriale a Monterotondo Marittimo
1918 Costruzione presso Lago Boracifero di una centrale da 250 kW
1958 Realizzazione della centrale geotermoelettrica ENEL presso Le Biancane
2002 Modernizzazione della centrale delle Biancane

Oggi il sito delle Biancane ospita ancora pozzi geotermici da cui fuoriesce vapore ad alta entalpia, convogliato e inviato alla centrale geotermica per la produzione di energia elettrica, con una potenza di 10 MW. A livello comunale, le quattro centrali situate nel territorio del comune di Monterotondo Marittimo riescono a coprire il 70% dell'intero fabbisogno energetico della provincia di Grosseto tramite lo sfruttamento del vapore proveniente dai pozzi geotermici della zona.

Informazioni pratiche

Il parco naturalistico delle Biancane si raggiunge a circa un chilometro dal centro abitato di Monterotondo Marittimo ed è collegato da sentieri escursionistici anche all'area di Sasso Pisano, in provincia di Pisa. Accanto al parco sorge il MUBIA, il geomuseo che illustra con exhibit interattivi le caratteristiche del sottosuolo della zona, ospitato negli spazi dell'ex centrale dei lagoni boraciferi.

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