Massa Marittima celebra San Cerbone con corteo medievale e balestra
Corteo storico, sbandieratori e tiro con la balestra per la festa del patrono. In Cattedrale la cerimonia del censo e del cero.

- Festa patronale di San Cerbone a Massa Marittima con corteo medievale, sbandieratori e tiro con la balestra
- In Cattedrale la cerimonia del censo e del cero, rievocazione storica del Libero Comune
- La sindaca Irene Marconi definisce la festa un momento che unisce sacro e civile
- Il rettore dei Terzieri Massetani Stefano Martinozzi sottolinea il valore identitario della balestra
MASSA MARITTIMA – La città ha celebrato il suo patrono, San Cerbone, con una giornata di festa che ha intrecciato religione e tradizione civile: corteo medievale, sbandieratori e tiro con la balestra hanno animato le strade del centro storico.
La festa tra sacro e civile
La festa in onore di San Cerbone è una delle ricorrenze più importanti dell'anno a Massa Marittima, un evento che unisce sacralità e folclore e che rappresenta uno dei momenti più particolari, in cui la città mette in scena la propria storia: quella del vescovo africano diventato santo, quella della diocesi di Populonia, quella del Libero Comune medievale e quella, ancora viva, dei Terzieri, ha spiegato la sindaca Irene Marconi. Secondo la prima cittadina, sacro e civile qui non sono due mondi separati, ma due facce della stessa medaglia, e la festa li tiene insieme da secoli.
Sul significato del tiro con la balestra è intervenuto Stefano Martinozzi, rettore della Società dei Terzieri Massetani, che ha evidenziato il valore identitario del tiro con la balestra, nata come strumento di guerra e diventata simbolo di amicizia e di divertimento per tutta la comunità, elemento che ha contribuito a esportare e fortificare conoscenze e contatti con molteplici città che usano gli stessi strumenti, cercando, ha aggiunto, di globalizzare il valore di pace, di inclusione e di integrazione, segno tangibile di un tessuto sociale maturo.
La cerimonia del censo e del cero
Momento centrale della giornata è stata la cerimonia del censo e del cero, celebrata nella Cattedrale di San Cerbone, che rievoca i momenti salienti della storia massetana. Con la consegna del censo dalle autorità civili a quelle ecclesiastiche si commemora il riscatto della libertà dal feudatario del castello di Monteregio, per autogestirsi nella forma di Libero Comune. Il feudatario che risiedeva nel castello era allora, nel 1225, Alberto II Vescovo-Conte della città di Massa, data da cui inizia la storia del Libero Comune.
La cerimonia del cero, donato alla Cattedrale nel giorno dedicato al santo patrono, commemora la riconciliazione con Alberto II, non più conte e feudatario dei "massani", ma solamente vescovo, a cui i "massani" di allora, svincolati dal potere temporale, concessero liberamente la cura della propria anima.
La giornata, come da tradizione, ha coinvolto i tre Terzieri cittadini nelle rievocazioni storiche e nelle sfide di tiro con la balestra, parte integrante del calendario delle feste patronali massetane.







