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Cronaca · Roccastrada

Roccastrada, foto dopo la battuta di caccia: valanga di insulti, due uomini denunciano

Due cacciatori del territorio di Roccastrada hanno sporto denuncia dopo aver ricevuto oltre mille commenti, tra insulti e minacce di morte, per una foto pubblicata su Facebook.

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Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il 29 settembre un post con una foto scattata durante una battuta di caccia ha ricevuto oltre mille commenti
  • Tra i messaggi anche minacce e auguri di morte rivolti ai due protagonisti
  • I due hanno deciso di sporgere denuncia dopo essere stati consigliati in tal senso
  • Uno dei due ha preso il porto d'armi quest'anno e racconta che la foto doveva essere solo un ricordo

Una fotografia scattata durante una battuta di caccia, pubblicata su Facebook il 29 settembre, è bastata a scatenare una valanga di insulti e minacce contro due uomini del territorio di Roccastrada. Nel giro di poche ore il post ha raccolto oltre mille commenti, molti dei quali contenenti ingiurie, minacce e perfino auguri di morte rivolti ai due protagonisti dello scatto.

Tra i messaggi comparsi sotto il post, qualcuno ha augurato loro di "crepare", altri hanno ipotizzato che uno dei due potesse sparare all'altro, altri ancora li hanno definiti assassini o hanno augurato che venissero colpiti nelle parti intime. Di fronte alla gravità dei contenuti, i due uomini hanno deciso di sporgere denuncia. "Ci hanno consigliato di sporgere denuncia e così abbiamo fatto", ha raccontato uno dei due, aggiungendo di rispettare le scelte di chi non mangia carne ma di chiedersi quanti tra coloro che hanno scritto quei commenti consumino comunque prodotti di origine animale provenienti da allevamenti intensivi.

L'altro protagonista della vicenda, che quest'anno ha ottenuto il porto d'armi, ha spiegato che la fotografia voleva essere soltanto un ricordo di una giornata trascorsa in compagnia, senza alcuna intenzione provocatoria. Non si aspettava che l'immagine diventasse virale né di ricevere messaggi che arrivavano a augurare violenza fisica. Secondo il suo racconto, il problema non è l'esistenza di un'opinione contraria alla caccia, legittima come qualsiasi altra, ma il modo in cui viene espresso il dissenso quando si trasforma in minaccia.

Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio di odio online che si manifesta spesso attorno a temi divisivi come la caccia, dove il dibattito tende a polarizzarsi perdendo le sfumature. Episodi simili di insulti e minacce nati sotto post sui social, con conseguenti denunce per diffamazione o minacce, sono stati segnalati negli ultimi mesi anche in altre zone d'Italia, segno di un fenomeno che la Polizia postale segue con crescente attenzione, raccogliendo quotidianamente segnalazioni legate a offese nate online. Non è ancora nota l'eventuale identificazione degli autori dei commenti né gli sviluppi giudiziari della denuncia presentata dai due uomini.

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