Sticciano Alto, il borgo medievale di Roccastrada: storia, cosa vedere e come arrivare
Guida al borgo medievale di Sticciano Alto, frazione di Roccastrada: origini aldobrandesche, resti delle fortificazioni, pieve romanica e indicazioni per visitarlo.

- Sticciano è citato nei documenti già nel 996 come possesso degli Aldobrandeschi
- Oggi restano la pieve romanica di S. Mustiola, il palazzotto Piccolomini e un tratto di mura crollate
- Non è un borgo fantasma: Sticciano Alto è ancora abitato, anche se con pochi residenti
- Si raggiunge in auto, in treno (stazione sulla linea Siena-Grosseto) o con gli autobus 25R e 43F
Sticciano Alto è una delle frazioni storiche del comune di Roccastrada, in provincia di Grosseto. Il piccolo abitato, arroccato su una collina alle propaggini del massiccio di Monte Leoni, conserva tracce delle sue origini medievali: una pieve romanica, un palazzo nobiliare e resti di antiche fortificazioni. Non si tratta di un borgo fantasma: il paese è ancora abitato, anche se oggi gli abitanti sono pochi, come raccontano anche i visitatori che lo descrivono come un borgo "curatissimo" nonostante i "pochi abitanti" rimasti.
La storia del castello
Le origini di Sticciano come insediamento fortificato risalgono all'alto medioevo. Secondo quanto riporta il sito del Comune di Roccastrada, Sticciano nel medioevo fu possesso degli Aldobrandeschi, già citato nel 996, che vi dominavano con la famiglia Ranieri, Conti di Sticciano e Torniella. I Ranieri erano in continua contesa con Siena: fecero il loro primo atto di sottomissione al potente Comune nel 1251 con Ranieri da Cappucciano, aderendo alla parte ghibellina.
Il controllo definitivo passò alla Repubblica di Siena alcuni decenni più tardi: dopo alterne ribellioni e sottomissioni, Siena conquistò definitivamente queste terre nel 1328, in contemporanea con la conquista di Montemassi. Nel 1438, forse a causa di uno spopolamento del castello, il governo senese decise di ridurlo a contado, annullando gran parte dei residui privilegi giurisdizionali di cui godeva all'interno della compagine politica senese. Il feudo cambiò ancora proprietà nel Quattrocento: nel 1461 il feudo passò dal Conte Bindo Sticciani alla famiglia dei Piccolomini, ai quali i Medici confermarono la signoria, facendo di Sticciano un centro del rinfeudamento granducale. Il borgo rimase sotto la Repubblica di Siena fino al 1555, quando entrò a far parte del Granducato di Toscana, secondo quanto riportano fonti locali di approfondimento storico.
Cosa resta oggi
Il monumento meglio conservato del borgo è la chiesa romanica. Scrive il Comune di Roccastrada che la chiesa romanica di Sticciano, intitolata alla SS. Concezione, più nota come pieve di S. Mustiola, è senz'altro una delle emergenze più notevoli del comune: unica tra le chiese castellane del territorio, la pieve ancora conserva il suo aspetto medievale. L'edificio si presenta con planimetria a navata unica rettangolare movimentata da un'abside semicircolare, il presbiterio rialzato ed alla sua destra il campanile rettangolare a forma di torre inserito dentro la chiesa, il coronamento dell'abside è ad archetti ciechi pensili poggiati su mensole, di architettura romanico-lombarda. La facciata ha due portali: quello principale con un architrave decorato da due croci romaniche; quello laterale che presenta una decorazione di modanature sugli stipiti e palmette con foglie incrociate sulla cornice del doppio archivolto.
All'estremità settentrionale del paese si trova il palazzotto baronale dei Piccolomini, descritto dal Comune come un padiglione seicentesco. A poca distanza da questo un tratto di muro sembra curiosamente coricato su un fianco, evidentemente crollato, che è stato inglobato nelle successive edificazioni. Non ci sono dunque i ruderi imponenti di un vero castello visitabile, ma frammenti murari incorporati nelle case successive: il Comune stesso definisce l'intero borgo ancora intatto, apprezzabile soprattutto per gli scorci sulla pianura sottostante.
A qualche chilometro dal paese, salendo verso Monte Leoni, si trova un'ulteriore testimonianza fortificata più antica: un recinto circolare di pietre che cinge la cima del monte, segnalato come resto di mura crollate pertinenti ad un castelliere di caratteristiche simili a quello di Moscona, vicino all'antica Roselle.
Il nucleo medievale è oggi chiamato Sticciano Alto per distinguerlo da Sticciano Scalo, il nucleo moderno nato intorno alla stazione ferroviaria.
Come raggiungere Sticciano
Sticciano si trova a circa 15 chilometri da Roccastrada e 24 chilometri da Grosseto, secondo i dati riportati da Wikipedia sulla base delle fonti geografiche ufficiali. In auto si raggiunge tramite la rete di strade provinciali che collegano le frazioni del comune. In treno, la frazione dispone di una propria stazione sulla linea Siena-Grosseto, situata nell'abitato di Sticciano Scalo, da cui transitano servizi regionali e regionali veloci verso Grosseto, Siena e Firenze. Con i mezzi pubblici su gomma, le fermate degli autobus delle linee 25R e 43F si trovano a pochi minuti a piedi dal centro.
Per chi vuole esplorare anche il contesto naturalistico, dal borgo partono sentieri che attraversano i boschi di lecci e sughere del complesso di Monte Leoni, proseguendo verso l'oasi faunistica omonima.
Informazioni pratiche
Il borgo di Sticciano Alto si trova all'indirizzo Edificio Pescaia, 58036 Sticciano (GR), alle coordinate 42°55'25,8"N 11°8'31,9"E, come indicato nella scheda ufficiale del Comune di Roccastrada. La visita è libera e gratuita: non si tratta di un sito museale ma di un borgo abitato, da visitare con il rispetto dovuto a chi vi risiede. Per approfondimenti e iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale locale, il Comune di Roccastrada pubblica aggiornamenti sul proprio sito istituzionale, comune.roccastrada.gr.it.







