Omicidio Del Rio, la Corte ammette Gjoni alla giustizia riparativa
La Corte d'Assise di Grosseto ha accolto l'istanza per Klodjan Gjoni, condannato all'ergastolo per il delitto dell'Amiata. La famiglia di Del Rio contraria.

- La Corte d'Assise di Grosseto ha dato il via libera all'accesso alla giustizia riparativa per Klodjan Gjoni
- Gjoni, 35 anni, è stato condannato all'ergastolo in primo grado per l'omicidio di Nicolas Del Rio
- A metà settembre Gjoni aveva confessato con una lettera dal carcere, chiedendo scusa e offrendo un indennizzo di 10mila euro
- La famiglia della vittima si è detta contraria al percorso
La Corte d'Assise di Grosseto ha accolto la richiesta di accesso alla giustizia riparativa presentata per Klodjan Gjoni, il trentacinquenne condannato all'ergastolo in primo grado per l'omicidio di Nicolas Matias Del Rio, il corriere argentino sequestrato e ucciso sull'Amiata nel maggio 2024. La decisione, presa dal collegio giudicante presieduto dal giudice Sergio Compagnucci, arriva nonostante il parere contrario espresso dai familiari della vittima.
Gjoni apparteneva al gruppo che il 22 maggio 2024 aveva teso un tranello a Nicolas Del Rio nella zona dell'Amiata, mentre a bordo del veicolo era presente un carico di borse firmate Gucci del valore di 500 mila euro. Il 30 marzo scorso la Corte d'Assise lo ha condannato al carcere a vita insieme al complice Ozgur Bozkurt, mentre per Emre Kaia, non direttamente coinvolto nell'atto omicidiario, la pena è stata di 21 anni, 2 mesi e 20 giorni.
A metà settembre, con una lettera scritta dal carcere di Viterbo, Gjoni ha ammesso per la prima volta le sue colpe, chiedendo scusa ai familiari della vittima e ai propri congiunti, e proponendo un indennizzo di 10 mila euro alla moglie e al figlio del corriere. Sulla base di questa condotta, la difensora Federica Putignano ha presentato l'istanza per l'avvio del percorso previsto dalla riforma Cartabia, ottenendo ora l'approvazione del collegio giudicante.
La decisione della Corte incontra però la ferma opposizione della famiglia Del Rio. Il padre della vittima, Eduardo Aguero, aveva già espresso il proprio dissenso durante l'udienza dello scorso 30 settembre, dichiarando di non aver dato il consenso perché, a suo giudizio, Gjoni ha sempre cambiato versione dei fatti e non è mai stato attendibile. Anche la moglie di Nicolas, Carolina Alejandra Allegri, rappresentata dall'avvocata Valentina Chech, non ha scelto di partecipare al percorso.
La giustizia riparativa non cancella né annulla la condanna: si tratta di un percorso distinto dall'esecuzione della pena, attraverso il quale il condannato può confrontarsi con le conseguenze del reato e, quando ne ricorrano le condizioni, con le persone offese. Sul fronte processuale, intanto, la difesa di Gjoni ha già impugnato la condanna all'ergastolo davanti alla Corte d'Appello di Firenze, dove si deciderà il secondo grado di giudizio.




