Medici di base a Porto Santo Stefano, i cittadini propongono affitti calmierati
Un'assemblea pubblica propone una raccolta simbolica di un euro e il recupero di immobili comunali per attrarre medici di base a Porto Santo Stefano.

- Parte dei presenti chiede forme di protesta più incisive come un sit-in davanti al municipio
Un euro simbolico per aiutare i futuri medici di famiglia a pagare l'affitto nei primi mesi di attività, e il recupero di immobili comunali inutilizzati da destinare ad alloggi a canone calmierato. Sono le due proposte principali emerse giovedì a Porto Santo Stefano, dove si è svolta una nuova assemblea pubblica sulla carenza di medici di medicina generale che da mesi interessa il promontorio dell'Argentario.
Il nodo degli affitti
Al centro del confronto è finita soprattutto la questione della casa, considerata da chi ha promosso l'iniziativa uno degli ostacoli principali all'arrivo di nuovi professionisti sul territorio. La proposta di una raccolta simbolica di un euro tra i cittadini nasce, spiegano i promotori, non come alternativa all'intervento pubblico ma come gesto per richiamare l'attenzione di Comune e Asl sul caro affitti, legato anche alla maggiore redditività delle locazioni turistiche nei mesi estivi rispetto ai contratti annuali.
L'idea non ha raccolto un consenso unanime tra i presenti: una parte dell'assemblea si è detta favorevole a forme di protesta pubblica più visibili, come un sit-in davanti al municipio. I promotori dell'iniziativa sull'euro simbolico si sono però dissociati da questa ipotesi, esprimendo dubbi sulla sua efficacia. Più condivisa, almeno in linea di principio, l'ipotesi di recuperare e ristrutturare immobili comunali da concedere ai medici a prezzi calmierati, un progetto che dovrà comunque essere approfondito su fattibilità, costi e tempi prima di essere sottoposto all'amministrazione comunale.
Il quadro dell'emergenza
L'emergenza sanitaria a Porto Santo Stefano si trascina da mesi, dopo che alcuni medici sono andati in pensione e un altro ha cessato l'attività il 31 luglio. Nel consiglio comunale aperto del 24 agosto l'Asl aveva indicato 625 persone ancora senza medico e tre posti vacanti a Porto Santo Stefano. In quella sede il Comune aveva offerto sostegno abitativo e posti auto ai professionisti disponibili a trasferirsi, mentre l'assemblea aveva approvato una commissione temporanea per seguire la vicenda. Le interlocuzioni avviate finora e le candidature raccolte non hanno però ancora portato alla copertura dei posti vacanti.
Dall'assemblea di giovedì, al di là delle diverse posizioni sulle forme di mobilitazione, è arrivata comunque una richiesta condivisa da tutti i partecipanti: garantire quanto prima a Porto Santo Stefano i medici mancanti e restituire ai residenti un servizio sanitario adeguato.
