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Coeso, il Pci: "2,5 milioni di perdite in un anno, a rischio il welfare"

Il Pci denuncia il passivo del Coeso Società della Salute e chiede garanzie sulla Rsa di Scansano e un piano di finanziamento strutturale.

Grosseto, la sala del consiglio comunale
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il Pci chiede di destinare al welfare gli utili delle Farmacie comunali

Il Partito Comunista Italiano interviene sul passivo di bilancio del Coeso Società della Salute, il consorzio che gestisce i servizi sociali e sociosanitari per venti Comuni della provincia di Grosseto. In un comunicato, Valter Cioni del Pci delle Colline Metallifere e Daniele Gasperi, segretario provinciale del partito, parlano di un quadro che "mette a rischio il welfare" del territorio.

Secondo quanto riportato dal Pci, il Coeso chiude il 2025 con una perdita di 2 milioni e 88mila euro, che con le perdite pregresse sale a 2 milioni e 586mila euro. Il dato è ancora più netto se confrontato con le previsioni: nel febbraio 2025 il bilancio preventivo era stato approvato in sostanziale pareggio, mentre in meno di un anno si è registrato uno scostamento di circa 2,5 milioni di euro di costi in più, a fronte di soli 500mila euro di maggiori ricavi. I numeri sono stati illustrati dal presidente del Coeso, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in un intervento in Consiglio comunale il 27 ottobre. Il Comune di Grosseto ha già previsto un accantonamento prudenziale di 620mila euro.

Tra le cause indicate dal Pci, il rinnovo del contratto delle cooperative sociali, cresciuto del 15,87% tra febbraio 2024 e ottobre 2025, che ha generato 525mila euro di costi aggiuntivi nel solo 2025, e la scadenza di un contributo regionale di oltre 500mila euro. Il partito ricorda inoltre che i revisori dei conti, nel parere al preventivo, avevano chiesto di verificare le spese, "ma non è stato fatto".

Il piano di rientro proposto copre il triennio 2027-2029 per un totale di 2,586 milioni di euro, suddivisi in 757mila euro nel 2027, 914mila nel 2028 e 914mila nel 2029, attraverso accorpamento di uffici, dismissione di affitti e revisione dell'assistenza infermieristica. Il nodo più delicato riguarda la prospettiva di chiusura della Rsa San Giovanni di Scansano, struttura con 25 anziani ospitati e un'occupazione al 98%, che nel 2025 ha registrato una perdita di 392mila euro. Sul tema il Comune di Scansano ha già convocato un Consiglio comunale aperto per venerdì 13 novembre alle 10, a cui sono invitati Regione, Asl Toscana sud est e Coeso; la capacità della struttura era già stata ridotta da 35 a 25 posti nel 2022 per criticità legate alla sicurezza antincendio.

Il Pci critica inoltre la quota capitaria versata dai Comuni al Coeso, ferma a 46 euro per abitante dal 2010, a fronte di un'inflazione cresciuta del 33,5% nello stesso periodo. Il partito chiede una relazione dettagliata sulle cause dello scostamento, un confronto con i venti Comuni soci, Regione e Asl prima di qualsiasi chiusura, garanzie su occupazione e continuità assistenziale a Scansano, e una strategia di finanziamento strutturale, valutando di destinare al welfare gli utili delle Farmacie comunali, pari a 650mila euro su 1,3 milioni nel 2025.

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