Vie Cave etrusche tra Pitigliano, Sovana e Sorano: guida ai percorsi ipogei
Cosa sono le Vie Cave etrusche, dove si trovano i percorsi principali e come visitarli tra Pitigliano, Sovana e Sorano, nella Città del Tufo.

- Le Vie Cave sono sentieri scavati a cielo aperto nel tufo dagli Etruschi, con pareti alte anche oltre 20-25 metri
- Il Cavone, a Sovana, è il percorso più noto: lungo circa 500 metri e largo 3-4 metri
- La Via Cava di San Sebastiano è la più profonda, con pareti fino a 25 metri
- I percorsi principali sono gestiti dal Parco Archeologico Città del Tufo tra Sovana, Sorano e Pitigliano
Tra i borghi di Pitigliano, Sovana e Sorano, nella parte meridionale della provincia di Grosseto, si snoda una rete di percorsi scavati nella roccia vulcanica che non ha confronti in altre civiltà antiche: le Vie Cave etrusche. Gestite in gran parte dal Parco Archeologico Città del Tufo, con sede a Sovana, rappresentano una delle mete più ricercate per chi visita l'area detta "Città del Tufo".
Cosa sono le Vie Cave
Secondo quanto spiega il Parco Archeologico Città del Tufo, le Vie Cave sono sentieri scavati a cielo aperto nelle colline di tufo dagli Etruschi, un unicum al mondo di cui ancora non si conosce la reale funzione. Il Parco stesso, sul proprio sito ufficiale, ricorda che sulla loro funzione sono state avanzate diverse ipotesi: canali per le acque piovane, vie di comunicazione, passaggi strategici contro i nemici o sentieri cerimoniali. Le pareti di questi canyon artificiali possono raggiungere anche più di 20 metri di altezza, come confermano diverse fonti, e in alcuni tratti arrivano fino a 25 metri, come nel caso della Via Cava di San Sebastiano a Sovana.
Non tutte le vie cave hanno la stessa origine: il Parco Archeologico segnala che la Via Cava del Cavone, nella necropoli di Sovana, è sicuramente riconducibile nel suo impianto originario al sistema viario di epoca etrusca, un collegamento verso il Monte Amiata attestato da un'iscrizione etrusca ("Vertna") trovata sulla parete. Altre vie cave risalgono invece all'epoca medievale o sono state rimaneggiate in quel periodo, come testimoniano le piccole nicchie con immagini sacre, dette "scacciadiavoli", scavate lungo i percorsi per rassicurare i viandanti nell'oscurità delle gole.
Il Cavone, a Sovana
Il Cavone è il percorso più celebre e monumentale dell'intera area. Si trova all'interno del primo settore della Necropoli di Sovana e secondo la documentazione disponibile è largo 3-4 metri, alto sui 20 metri e lungo circa mezzo chilometro, e si snoda sul fianco est di Poggio Prisca. All'inizio del tracciato, in uno spiazzo circolare, gli scavi archeologici diretti da Ranuccio Bianchi Bandinelli hanno portato alla luce i resti di un piccolo tempio circondato da ex voto in terracotta a forma di organi umani, segno che il luogo era ritenuto sacro e dotato di poteri terapeutici.
Via Cava di Poggio Prisca
Proseguendo oltre il Cavone si incontra la Via Cava di Poggio Prisca, che conduce fino alla Tomba Ildebranda. Si tratta di un tratto breve, di circa 500 metri, con un dislivello di poco superiore ai 50 metri: in antico la via cava metteva in comunicazione Sovana con l'altipiano, per proseguire poi verso il Monte Amiata.
Via Cava di San Sebastiano
Sempre nella necropoli di Sovana si trova la Via Cava di San Sebastiano, la più profonda e spettacolare dell'area: le sue pareti si innalzano verticali oltre i 25 metri di altezza, in una fenditura che in alcuni punti è larga appena pochi metri. Il percorso, tortuoso e difficile, non è adatto a chi ha difficoltà motorie. Lungo il tragitto si incontra un oratorio rupestre di epoca medievale ricavato da tombe etrusche, con croci latine e simboli religiosi incisi sulle pareti.
Via Cava di San Giuseppe, a Pitigliano
A Pitigliano la via cava più accessibile è quella di San Giuseppe, che collega l'area del fiume Lente con la parte alta del territorio, con pareti meno elevate ma comunque suggestive e la presenza di antiche necropoli lungo il percorso. Il Parco Archeologico ricorda inoltre che in questa via cava si svolgeva fino al secondo dopoguerra un antico rito pagano: ogni 19 marzo una processione notturna portava in corteo fascine ardenti.
San Rocco, a Sorano
A Sorano il punto di accesso principale alle vie cave è l'insediamento rupestre di San Rocco, da cui parte un percorso che scende verso la valle del fiume Lente, offrendo una vista sul paese. L'area comprende tombe etrusche, colombari e abitazioni rupestri scavate nel tufo, oltre ai resti di una chiesa dedicata al santo.
Ambiente e paesaggio
Le condizioni climatiche particolari di questi sentieri incassati nella roccia hanno favorito nel tempo la crescita di una vegetazione tipica di ambienti umidi e ombrosi: felci, muschi e licheni ricoprono le pareti più strette, mentre le edere avvolgono i tronchi degli alberi ai bordi dei percorsi, accrescendo la suggestione del luogo.
Informazioni pratiche
Le vie cave della necropoli di Sovana (il Cavone, San Sebastiano, Poggio Prisca) si trovano all'interno del Parco Archeologico Città del Tufo, con accesso segnalato lungo la strada provinciale tra Sovana e San Martino sul Fiora. Per orari aggiornati, tariffe d'ingresso e modalità di visita, anche in relazione alle aperture stagionali, il Parco Archeologico Città del Tufo è contattabile telefonicamente allo 0564 614074 o via email all'indirizzo info@leviecave.it. Chi percorre i tratti più stretti e ripidi, come San Sebastiano, dovrebbe calzare scarpe adatte al terreno scivoloso e tenere conto dell'umidità presente nelle gole anche nei mesi più caldi.




