Chiesa di San Mamiliano a Sovana: il tesoro di monete d'oro e il museo
La più antica chiesa di Sovana custodisce il tesoro di 498 monete d'oro del V secolo scoperto nel 2004. Storia, scavi e informazioni per la visita.

- Nel 2004 scoperte 498 monete d'oro (solidi) sotto il pavimento della chiesa paleocristiana
- Il museo, inaugurato il 28 luglio 2012, espone parte del tesoro; altre monete sono al Museo Archeologico di Firenze
- Nel 2019 un furto sottrasse 65 monete dalle teche del museo
- Biglietto cumulativo con Necropoli di Sovana e Fortezza Orsini di Sorano
Nel cuore del borgo di Sovana, frazione del comune di Sorano, sorge la chiesa di San Mamiliano, oggi sconsacrata e trasformata in museo archeologico. L'edificio, il più antico del paese, è noto in tutta Italia per un ritrovamento eccezionale avvenuto durante i lavori di restauro dei primi anni Duemila: un tesoro di quasi cinquecento monete d'oro di epoca tardoantica.
La storia della chiesa e gli scavi
La chiesa di San Mamiliano è stato un luogo di culto cattolico situato nel centro storico di Sovana, in provincia di Grosseto, dedicato al santo e vescovo di Palermo morto nel 460. A partire dal 2004 la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di Grosseto e Siena avviò un'intensa operazione di restauro dell'antica chiesa, con il progetto di allestimento museale curato dagli architetti Renzo Rappoli e Mario Rossi.
Durante gli scavi gli archeologi riportarono alla luce numerose tombe e, sotto l'antico pavimento, un piccolo vaso di terracotta contenente monete d'oro, grazie al contributo dell'archeologo David Tuci, a cui si deve la scoperta. Gli scavi rivelarono inoltre un impianto termale di epoca romana sotto la struttura della chiesa.
Il tesoro di San Mamiliano
Il ritrovamento consiste in 498 solidi d'oro coniati sotto gli imperatori Leone I e Antemio, tra il 457 e il 474, provenienti da diverse zecche dell'impero romano d'Oriente e d'Occidente, tra cui Costantinopoli, Ravenna, Roma, Milano e Arles. Il tesoro è rilevante per il numero di pezzi e per il numero di imperatori rappresentati sulle monete, ed è stato oggetto di un catalogo scientifico curato dal numismatico Ermanno Arslan e dalla dottoressa Mariangela Turchetti della Soprintendenza Archeologica della Toscana.
Il ritrovamento ha una lunga eco letteraria: secondo gli studiosi potrebbe essere all'origine del celebre «Tesoro di Montecristo» descritto da Alexandre Dumas sulla base di leggende popolari legate all'isola toscana dove sorge un'altra chiesa dedicata allo stesso santo.
Dove sono esposti oggi i reperti
Il museo nella ex chiesa di San Mamiliano è stato inaugurato il 28 luglio 2012. Una parte delle monete è rimasta in esposizione permanente a Sovana, mentre le altre furono portate a Firenze per essere studiate e sono oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale. Nel novembre 2019 il museo di Sovana subì un furto: ignoti sottrassero 65 monete d'oro dalle bacheche, lasciandone 18 su 83 allora custodite nella struttura; le indagini furono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto.
Dopo importanti lavori di restauro, dal 2020 il museo presenta un nuovo allestimento che amplia il percorso dalla fase etrusca a quella altomedievale, con un nuovo sistema di illuminazione che rende visitabile anche la cripta dell'antica chiesa. Il polo museale di Sovana è oggi costituito da due sale espositive, una nella chiesa di San Mamiliano e una nella sala delle udienze al pianoterra del Palazzo Pretorio, ed è inserito nella rete provinciale Musei di Maremma.
Informazioni per la visita
Il museo si trova in Piazza del Pretorio a Sovana e rientra nel circuito del Parco Archeologico Città del Tufo, visitabile anche con biglietto cumulativo che include la Necropoli etrusca di Sovana e la Fortezza Orsini di Sorano. Le visite guidate alle collezioni si tengono tutti i giorni alle ore 11 e alle ore 16 in autunno-inverno, alle ore 17 in primavera-estate. Per informazioni e prenotazioni: telefono 0564-614074 o 0564-633099, email info@leviecave.it.
Per orari aggiornati nel periodo della visita, inclusi eventuali cambi stagionali o chiusure, è opportuno contattare direttamente la struttura ai recapiti indicati o consultare il sito dei Musei di Maremma, poiché gli orari di apertura possono variare da un mese all'altro.




