Ansonica Costa dell'Argentario DOC: il vino bianco dell'Isola del Giglio e dell'Argentario
Storia, disciplinare, zone di produzione e abbinamenti dell'Ansonica Costa dell'Argentario DOC, vino bianco di Isola del Giglio, Argentario e Maremma sud.

- DOC istituita nel 1995 con vitigno Ansonica minimo 85%
- Zona di produzione tra Manciano, Orbetello, Monte Argentario, Capalbio e Isola del Giglio
- Sull'isola coltivazione storica su terrazzamenti a picco sul mare, dai tempi etrusco-romani
- Vino adatto ad abbinamenti con pesce, molluschi e crostacei
Che cos'è la DOC Ansonica Costa dell'Argentario
L'Ansonica Costa dell'Argentario è una denominazione di origine controllata riservata a un vino bianco secco. Secondo il disciplinare di produzione, la denominazione è riservata al vino bianco ottenuto da uve provenienti da vigneti con almeno l'85% di Ansonica B., più altri vitigni raccomandati o autorizzati per la provincia di Grosseto fino a un massimo del 15%. La denominazione è stata attribuita con decreto ministeriale del 28 aprile 1995, pubblicato in Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 725 del 31 maggio 1995.
Il disciplinare fissa anche i parametri produttivi: la resa massima delle uve in vino non deve superare il 70% e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo richiesto è del 10,5%. Il vino che ne risulta ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta anche giallo dorato, un profumo tendenzialmente fresco, lievemente fruttato e delicato, mentre al gusto si presenta asciutto, morbido, caldo e armonico.
La zona di produzione
L'area della DOC comprende la parte collinare, pedecollinare e insulare dell'area sud della provincia di Grosseto, includendo in parte i territori di Manciano, Orbetello e Capalbio, oltre ai comuni di Monte Argentario e Isola del Giglio, dove la denominazione trova la sua espressione più caratteristica.
Una tradizione millenaria sull'Isola del Giglio
Sull'isola la coltivazione della vite ha radici antichissime: ritrovamenti archeologici, tra cui relitti con anfore da trasporto vinario e vasche di vinificazione scavate nel granito, oltre ai numerosi terrazzamenti, confermano l'attenzione degli isolani per il vino già in epoca etrusco-romana. Ancora oggi il vino viene coltivato in piccoli terrazzamenti a picco sul mare, sostenuti da muretti a secco che sull'isola vengono chiamati "greppe".
Sul Giglio l'uva viene chiamata anche "Ansonaco" e l'Ansonica del Giglio produce vini che catturano l'essenza dell'isola granitica, con soli dieci produttori attivi che coltivano circa 50 ettari di vigneti terrazzati. Il vitigno, secondo alcune fonti, fu introdotto dai Romani circa duemila anni fa e ha trovato nell'isola il suo habitat ideale. Le limitazioni imposte dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, pur bloccando nuovi impianti, contribuiscono a preservare il paesaggio terrazzato, come segnalato da fonti locali.
Le aziende produttrici
Tra le realtà attive sull'isola figurano l'azienda agricola Fontuccia, condotta dai fratelli Rossi, la cooperativa Greppe del Giglio, nata nel 2006 per recuperare la coltivazione dell'Ansonica, le Cantine Scarfo' e la più recente Tenuta Isola nel Giglio. Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, con sede a Grosseto, riunisce viticoltori e imbottigliatori dell'intera provincia, inclusa l'area di produzione dell'Ansonica.
Gli abbinamenti a tavola
Per le sue caratteristiche, secondo il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana i vini Ansonica si prestano ad abbinamenti con piatti di pesce, molluschi e crostacei, panzanella, risotto alla pescatora e minestra di riso.
Per informazioni aggiornate su disciplinare, aziende associate e degustazioni si può consultare il sito del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana o contattare direttamente le cantine dell'Isola del Giglio e dell'Argentario.



