Grosseto, stipendi più bassi fino a 6.800 euro l'anno: i dati Inps 2025
Il Rendiconto sociale Inps fotografa salari e pensioni della provincia: donne penalizzate, part-time diffuso, popolazione in calo.

- Donne pagate il 23% in meno degli uomini nel settore privato, pensioni quasi dimezzate (1.055 euro contro 2.110)
- Stipendi grossetani fino a 6.800 euro l'anno in meno rispetto alla media nazionale per gli uomini, 4.300 per le donne
- 21.674 beneficiari di Naspi e indennità di disoccupazione nel 2025, oltre 500mila ore di cassa integrazione autorizzate
- Quest'anno niente presentazione provinciale: i dati confluiscono in un unico documento regionale per una circolare Inps del 14 settembre
GROSSETO. Le donne della provincia di Grosseto guadagnano mediamente il 23% in meno degli uomini nel settore privato e, al momento della pensione, il divario si allarga ulteriormente. È quanto emerge dal Rendiconto sociale Inps 2025, i cui dati principali sono stati diffusi dal presidente del Comitato provinciale Inps, Ivano Viola, insieme a Cgil, Cisl e Uil.
Quest'anno la pubblicazione ha seguito un percorso diverso dal solito. Una circolare della direzione generale Inps, datata 14 settembre, ha stabilito che i rendiconti provinciali confluiscano in un unico documento regionale, senza le consuete presentazioni sul territorio. Secondo Viola la presentazione rischia di saltare anche a livello regionale, a causa di un ricorso al Tar sulla rappresentanza che ha sospeso le funzioni del Comitato regionale. Per questo, spiega il presidente del Comitato provinciale, è stata comunque diffusa una sintesi dei principali indicatori come atto di trasparenza verso la comunità.
I numeri di stipendi e pensioni
Nel settore privato, una lavoratrice della provincia di Grosseto percepisce mediamente 68,7 euro al giorno, contro gli 89,4 euro di un uomo. Le pensioni medie mensili riportate nel Rendiconto sono di 1.055 euro per le donne e 2.110 euro per gli uomini.
Il confronto non riguarda solo il genere ma anche il territorio: nel settore privato le donne grossetane percepiscono mediamente il 12,6% in meno rispetto alla media regionale e il 16,8% in meno rispetto a quella nazionale, mentre per gli uomini la differenza arriva al 14,2% rispetto alla Toscana e al 19,5% rispetto all'Italia. Secondo il segretario generale della Cisl Grosseto, Simone Gobbi, tradotto in una proiezione annua teorica questo significa guadagnare a Grosseto fino a 4.300 euro in meno per una donna e quasi 6.800 euro in meno per un uomo rispetto alla media nazionale.
Sul fronte occupazionale il tasso di disoccupazione scende dal 5,2% al 4,9%, ma cala anche quello di occupazione, dal 70,9% al 70,4%.
Popolazione e ammortizzatori sociali
Il calo demografico resta un elemento strutturale del territorio: la provincia conta 215.005 abitanti nel 2025, 797 in meno rispetto all'anno precedente, con un saldo naturale negativo di 1.948 unità nel 2024 (1.096 nati e 3.044 morti), secondo quanto riportato dal quotidiano online IlGiunco, che ha seguito la stessa presentazione dei dati. Gli oltre 63mila pensionati grossetani rappresentano quasi il 30% della popolazione residente.
A completare il quadro ci sono i dati sugli ammortizzatori sociali: nel 2025 sono stati registrati 21.674 beneficiari complessivi tra Naspi, disoccupazione agricola e speciale, mentre le ore autorizzate di cassa integrazione sono state 341.216 per la Cigs e 167.671 per la Cigo. A queste si aggiungono 12.745 prestazioni assistenziali, suddivise tra 9.909 indennità di accompagnamento e 2.836 pensioni di invalidità civile.
Per la Cgil servono interventi sul lavoro femminile, servizi per l'infanzia e misure contro la precarietà. Per la Uil, attraverso il segretario generale Federico Capponi, gli ammortizzatori sociali sono indispensabili ma non possono essere l'unica risposta alle difficoltà del territorio.







