Castagne, olivi secolari e un'osteria: le ricette maremmane contro lo spopolamento
Da Semproniano a San Giovanni delle Contee, tre esperienze grossetane raccontate a Terra Madre puntano su cibo e comunità per tenere vivi i piccoli borghi.

- A Torino presentati progetti su castagna dell'Amiata, olivi secolari di Semproniano e osteria di comunità a San Giovanni delle Contee
- Il progetto "Adotta un Olivone" di Slow Food Grosseto punta al recupero degli oliveti abbandonati
- L'osteria Maccalè dà lavoro a 8 persone e offre servizi come spesa a domicilio e consegna farmaci
- La cooperativa conta 27 soci ed è nata nel 2019 per contrastare lo spopolamento
Tre esperienze della provincia di Grosseto sono state raccontate nei giorni scorsi a Terra Madre Salone del Gusto di Torino, la manifestazione internazionale dedicata al cibo che quest'anno si è svolta dal 24 al 27 settembre. Allo stand di Slow Food Toscana e Vetrina Toscana sono stati presentati progetti che uniscono agricoltura, tradizione gastronomica e servizi alla comunità come possibile risposta allo spopolamento delle aree interne, dall'Amiata a Semproniano fino a Sorano.
La castagna dell'Amiata cerca nuovi mercati
Nell'incontro dedicato alla castanicoltura del Monte Amiata si è parlato della necessità di superare la sola vendita di castagne fresche e farina, puntando su nuovi prodotti come il marron glacé. L'incontro "Il bello e il buono della montagna" è dedicato alla castanicoltura del Monte Amiata come opportunità di ritorno alla terra per i giovani, con il marron glacé della Castagna Leopoldina. Tra le prospettive indicate c'è anche il castaneoturismo, che unisce produzione, ospitalità e scoperta del territorio, oltre al riutilizzo dei ricci delle castagne per bioplastiche e cosmetici.
Gli olivi secolari di Semproniano
A Semproniano il progetto "Adotta un Olivone", promosso da Slow Food Grosseto, punta al recupero degli olivi secolari abbandonati. Il progetto di Slow Food Grosseto per il recupero degli olivi secolari di Semproniano si propone di contrastare l'abbandono degli oliveti e tutelare un patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale; a Torino ne hanno parlato Francesco Monzeglio dell'Aps La Piazzoletta e l'agronomo Lamberto Tosi.
L'osteria che ha rimesso in moto San Giovanni delle Contee
L'esempio più concreto arriva da San Giovanni delle Contee, frazione del Comune di Sorano, dove la cooperativa di comunità gestisce l'osteria Maccalè. La presidente della cooperativa Tiziana Peruzzi racconta che si tratta di una comunità di 27 soci, nata nel 2018 con il sostegno di bandi regionali, con l'obiettivo di contrastare lo spopolamento e valorizzare il territorio. Oltre alla ristorazione, la struttura è diventata un punto di riferimento per gli abitanti: grazie ai proventi il ristorante offre gratuitamente servizi utili soprattutto ai più anziani come la consegna della spesa alimentare e delle medicine e la prenotazione degli esami medici. Nel menu sono state recuperate ricette della tradizione contadina come i ceciarelli, pasta fresca lavorata in piccoli pezzi.
Secondo quanto riferito da Slow Food Toscana, i tre percorsi seguono strade diverse ma convergono sullo stesso obiettivo: mantenere produttivo il paesaggio delle aree interne e creare le condizioni perché le persone possano continuare a viverci.




