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Caro carburanti, Confagricoltura Grosseto: "Servono interventi urgenti"

Confagricoltura Grosseto denuncia le difficoltà delle imprese agricole per il rincaro del gasolio e chiede misure urgenti al governo e all'Unione europea.

Centro storico di Grosseto dall'alto
Foto d'archivio · Foto Somebody.gr / Wikimedia Commons, CC0
In breve
  • L'associazione chiede anche un piano europeo per la capacità di raffinazione e un temporary framework Ue

Grosseto – Il rincaro dei carburanti torna a mettere sotto pressione le imprese agricole della Maremma, già alle prese con costi di produzione elevati e margini ridotti. Lo denuncia Confagricoltura Grosseto, spiegando che l'aumento del prezzo del gasolio incide sull'intera filiera produttiva: dal riscaldamento di serre e stalle fino alle lavorazioni in campo, alle semine e all'irrigazione.

A lanciare l'allarme è Confagricoltura, che sollecita il governo a valutare tutti gli strumenti disponibili per contenere il prezzo dei carburanti e sostenere il comparto. "Il carburante è un fattore essenziale per il funzionamento delle imprese agricole e ogni aumento si traduce inevitabilmente in maggiori costi di produzione. Non si tratta soltanto del gasolio utilizzato dai mezzi agricoli, ma anche dell'energia necessaria per garantire il riscaldamento, l'irrigazione e il regolare svolgimento delle attività aziendali. Quando i costi crescono così rapidamente, diventa sempre più difficile mantenere gli equilibri economici delle imprese", dichiara Attilio Tocchi, presidente di Confagricoltura Grosseto.

Tra le misure di breve periodo al vaglio del governo figurano il rinnovo dello sconto fiscale sui carburanti, l'istituzione di un fondo dedicato e l'eventuale applicazione di un sistema di accise mobili. Secondo Tocchi, "non possiamo permetterci di lasciare sole le aziende di fronte a una nuova impennata dei costi. Occorrono strumenti tempestivi ed efficaci, capaci di alleggerire nell'immediato il peso del caro carburanti", poiché le imprese agricole non possono scaricare tutti i rincari sui prezzi lungo la filiera.

Accanto alle misure emergenziali, l'associazione indica tra le priorità un piano europeo per rafforzare le attuali limitate capacità di raffinazione dell'Unione europea, per ridurre l'esposizione alle tensioni internazionali sui mercati energetici.

I rincari, osserva Confagricoltura, non riguardano solo il settore agricolo ma si propagano lungo le filiere di trasporto, trasformazione e distribuzione, incidendo anche sul potere d'acquisto delle famiglie. Per questo l'associazione chiede all'Unione europea l'adozione di un temporary framework straordinario a favore di imprese e cittadini, accompagnato da una maggiore flessibilità nella spesa per gli Stati membri.

Tocchi conclude richiamando il ruolo strategico del settore: "L'agricoltura è un settore strategico per la sicurezza alimentare, per l'economia dei territori e per la tenuta sociale delle comunità rurali. Non possiamo chiedere alle imprese di garantire produzioni, occupazione e presidio del territorio senza metterle nelle condizioni di affrontare costi sempre più difficili da sostenere".

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