Porto Santo Stefano, la madre di Nicola: «Assisto mio figlio giorno e notte»
A Porto Santo Stefano una madre assiste da quattro anni il figlio, rimasto in stato vegetativo dopo un incidente in Cile nel 2020. L'appello per un sostegno concreto.

- Un giovane di Porto Santo Stefano ha subito un grave incidente in Cile il 4 settembre 2020
- Dopo quasi due anni di riabilitazione la madre ha scelto di riportarlo a casa
- Da quattro anni la donna lo assiste come caregiver 24 ore su 24
- La famiglia lancia un appello per un sostegno concreto alle spese di assistenza
PORTO SANTO STEFANO. Sono passati sei anni dal 4 settembre 2020, il giorno in cui la vita di una famiglia di Porto Santo Stefano è cambiata per sempre. Nicola Consolandi, allora poco più che ventenne, ha subito un gravissimo incidente in Cile: una caduta dall'alto che ha richiesto una lunga rianimazione e interventi delicati, compresa la rimozione delle due calotte craniche, poi ricostruite.
Dopo quasi due anni trascorsi in un centro di riabilitazione, arrivata al massimo risultato possibile, alla madre Valentina è stata prospettata una scelta: un'altra struttura di lunga degenza oppure il ritorno a casa. La donna non ha avuto dubbi e ha scelto di riportare il figlio nella propria abitazione, dove Nicola vive ormai da circa quattro anni, in stato vegetativo.
Un'assistenza senza sosta
Da allora Valentina si occupa del figlio praticamente ogni momento della giornata: le medicine, l'igiene, l'assistenza quotidiana, le notti interrotte. «Sono una mamma caregiver, sono con lui 24 ore al giorno, più o meno», racconta. La donna non lavora: la famiglia può contare sulla pensione, sulle prestazioni per la disabilità e su un contributo regionale che permette di avere una persona di supporto nell'assistenza e nell'igiene. Il padre di Nicola continua a sostenere le necessità del figlio, mentre le sorelle studiano e lavorano.
Il problema più grande, spiega Valentina, riguarda proprio l'uscire di casa: l'abitazione non è adeguata agli spostamenti necessari, così da quattro anni Nicola non riesce a trascorrere momenti all'aperto. A questo si aggiungono le difficoltà legate a visite mediche, spostamenti e forniture necessarie per l'assistenza quotidiana.
Valentina rivolge un appello sulla dignità delle persone più fragili e sul sostegno dovuto alle famiglie che se ne occupano: «Se non viene preservata e mantenuta la dignità dei malati, abbiamo fallito come società, come sanità, come esseri umani, se non sappiamo proteggere i più fragili e i più deboli».
Come sostenere la famiglia
Chi desidera aiutare Nicola e la sua famiglia può effettuare una donazione tramite bonifico bancario intestato a Nicola Consolandi, con causale «Un aiuto per Nicola». I dettagli per il versamento sono disponibili contattando la famiglia tramite i canali indicati nella richiesta di sostegno diffusa dai familiari.




