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Caregiver in Maremma, l'associazione Biglie Sciolte: «Famiglie lasciate sole»

L'associazione grossetana denuncia la carenza di servizi per le famiglie con figli disabili gravi e chiede più sostegno alle istituzioni.

Caregiver in Maremma, l'associazione Biglie Sciolte: «Famiglie lasciate sole»
Immagine generata con IA (FLUX)
In breve
  • Biglie Sciolte denuncia la carenza di neuropsichiatri, terapisti ed educatori in Maremma
  • Il riferimento è anche alla tragedia di Pietralata, dove a inizio settembre sono morti due genitori e la figlia disabile
  • L'associazione chiede una rete strutturata di servizi e sostegno psicologico per i caregiver
  • Le famiglie con disabilità grave rischiano l'isolamento sociale e lavorativo

In provincia di Grosseto torna a farsi sentire la voce dei caregiver, i genitori che ogni giorno assistono figli con disabilità gravi spesso senza un adeguato supporto delle istituzioni. A raccogliere da tempo le difficoltà di queste famiglie è l'associazione Biglie Sciolte, nata a Follonica per sostenere i minori con atipicità psicologiche, neurologiche e fisiche e i loro familiari nella provincia di Grosseto.

La presidente dell'associazione, Elena Chelotti, aveva affrontato pubblicamente il tema anche dopo la tragedia avvenuta a inizio settembre a Pietralata, alla periferia di Roma, dove padre, madre e una figlia di 5 anni sono stati ritrovati morti in casa. Le indagini, coordinate dai carabinieri, si stanno concentrando sull'ipotesi di un omicidio-suicidio legato alla difficoltà della coppia nel gestire la grave disabilità della bambina.

La denuncia di Biglie Sciolte

Secondo quanto riportato dall'associazione, in Maremma mancano professionisti come neuropsichiatri, terapisti ed educatori, mentre le liste d'attesa per accedere ai servizi restano interminabili e le risorse insufficienti. Una condizione che, denuncia Biglie Sciolte, finisce per scaricare interamente sulle famiglie il peso dell'assistenza quotidiana, con conseguenze dirette sul lavoro, sul sonno, sulla vita sociale e sul rapporto con gli altri figli.

L'associazione chiede da tempo di costruire una rete territoriale che funzioni concretamente, fatta di professionisti, servizi di sollievo, sostegno psicologico e risposte rapide, così da evitare che le famiglie arrivino da sole a gestire situazioni che definisce non sostenibili senza un aiuto esterno.

Non solo un problema logistico

Il tema riguarda anche gli aspetti pratici della quotidianità: per alcune famiglie con figli in condizioni di disabilità grave, anche uscire di casa può diventare complicato per la mancanza di abitazioni adeguate e di strumenti di supporto agli spostamenti. Una difficoltà che si somma alla carenza di servizi sanitari e sociali sul territorio.

Biglie Sciolte ribadisce che la richiesta di aiuto dei caregiver non va confusa con un giudizio sul valore della persona con disabilità, ma riguarda il diritto di chi se ne prende cura a non essere lasciato solo dalle istituzioni e dalla comunità.

Per informazioni sulle attività dell'associazione è possibile consultare il sito ufficiale di Biglie Sciolte o contattare la sede di Follonica.

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