Omicidio Del Rio, Gjoni chiede la giustizia riparativa: la famiglia dice no
Davanti alla Corte d'Assise di Grosseto il condannato all'ergastolo chiede di intraprendere un percorso riparativo. Il padre e la moglie della vittima non danno il consenso.

- Klodjan Gjoni, condannato all'ergastolo, ha chiesto di accedere alla giustizia riparativa dopo aver confessato il suo ruolo nell'omicidio
- Il padre di Nicolas Del Rio non ha dato il consenso, ritenendo il pentimento non autentico
- Anche la moglie della vittima, Carolina Alejandra Allegri, ha scelto di non partecipare al percorso
- La difesa richiama l'articolo 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena
Si è svolta mercoledì 30 settembre, in camera di consiglio davanti alla Corte d'Assise di Grosseto, la prima udienza dedicata alla richiesta di giustizia riparativa presentata da Klodjan Gjoni, il 35enne albanese condannato all'ergastolo per l'omicidio di Nicolas Matias Del Rio, il corriere argentino di 40 anni sequestrato e ucciso sull'Amiata nel maggio 2024.
Il processo per l'omicidio di Nicolas Matias Del Rio, il cui corpo senza vita venne ritrovato il 26 giugno 2024 in un pozzo di una villetta a Case Sallustri, si era chiuso il 30 marzo scorso con due condanne all'ergastolo e una a 21 anni. La Corte d'Assise aveva inflitto due ergastoli a Klodjan Gjoni e Ozgur Bozkurt, disponendo per entrambi anche sei mesi di isolamento diurno, e una condanna a 21 anni, 2 mesi e 20 giorni per Emre Kaja, ritenuto responsabile di concorso nell'omicidio.
Nelle settimane successive alla sentenza, Gjoni ha rotto il silenzio mantenuto durante il processo. Affidando la propria ricostruzione a una memoria depositata dalla nuova difensora, l'avvocata Federica Putignano, si è detto pentito e ha chiesto perdono alla famiglia del corriere argentino. Gjoni ha voluto manifestare concretamente il proprio pentimento consegnando alla vedova Alejandra diecimila euro, anche per il figlioletto Gabriel. È su questa base che la difesa ha presentato istanza di accesso al percorso di giustizia riparativa previsto dalla riforma Cartabia.
Nell'udienza di mercoledì, però, i familiari della vittima hanno negato il proprio consenso. Il padre di Nicolas, tornato da Roma per l'occasione, ha motivato il rifiuto sostenendo che Gjoni abbia cambiato più volte versione e che non ritiene il pentimento manifestato reale. Anche la moglie della vittima ha scelto di non partecipare al percorso.
La richiesta di giustizia riparativa avanzata dalla difesa non comporta comunque la cancellazione della pena: il percorso potrebbe svolgersi anche senza la partecipazione dei familiari di Del Rio. La difesa ha richiamato l'articolo 27 della Costituzione, secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, sostenendo che la gravità del reato non debba precludere l'accesso a un simile percorso.
Parallelamente al procedimento sulla giustizia riparativa, resta aperto il fronte penale: la difesa ha impugnato la condanna all'ergastolo, contestando tra l'altro le aggravanti della premeditazione e del nesso teleologico, mentre il terzo imputato, Emre Kaja, è stato condannato in primo grado a 21 anni. La decisione della Corte sull'istanza di Gjoni è attesa nelle prossime settimane.




