Immigrazione in Maremma: pochi stranieri ma concentrati nell'età del lavoro
Il Rapporto regionale sull'immigrazione 2026 mostra una bassa incidenza di stranieri in provincia di Grosseto, ma concentrata nelle fasce d'età lavorative.

- La Maremma è tra le aree toscane con minore incidenza di popolazione straniera
- Gli stranieri hanno una struttura per età molto più giovane rispetto agli italiani
- In provincia risultano 53 enti del Terzo settore impegnati in accoglienza e integrazione
- La comunità romena resta la più numerosa nel sud della Toscana
Il nuovo Rapporto sull'immigrazione in Toscana 2026, elaborato dall'Osservatorio sociale regionale insieme ad Anci Toscana, dedica un capitolo specifico alla provincia di Grosseto, presentato mercoledì 30 settembre a Firenze nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati.
Incidenza tra le più basse della regione
Secondo i dati raccolti dai ricercatori, in Toscana vivono 433.381 cittadini stranieri, pari all'11,8% della popolazione residente. Tra le zone-distretto regionali, però, l'incidenza varia notevolmente, oscillando dal 6,75% al 22,46%: le due articolazioni territoriali della provincia grossetana considerate dal rapporto, Amiata Grossetana-Colline Metallifere-Grossetana e Colline dell'Albegna, rientrano tra le aree con i valori più contenuti, insieme alle altre zone costiere meridionali, insulari e appenniniche della regione. Il rapporto attribuisce questa distribuzione soprattutto alla disponibilità di opportunità di lavoro e all'accessibilità ai servizi, che nei comuni-polo delle aree interne porta l'incidenza degli stranieri mediamente al 13,5%, per poi ridursi con l'aumentare della distanza dai centri principali.
Una popolazione più giovane di quella italiana
Il dato che secondo i ricercatori assume particolare rilievo per un territorio come quello maremmano riguarda la struttura per età. Tra gli stranieri la fascia 35-49 anni rappresenta il 30% della popolazione, contro il 17% registrato tra gli italiani, mentre complessivamente gli under 30 arrivano al 33,2% contro il 24,3% degli italiani. All'estremo opposto, gli over 65 sono appena il 7,8% tra gli stranieri, a fronte del 29,3% rilevato tra la popolazione italiana. Una concentrazione nelle età lavorative e riproduttive che, in un territorio alle prese con spopolamento e invecchiamento, incide sul mantenimento di comunità e servizi nei paesi più piccoli.
Comunità romena e rete di accoglienza
A livello regionale la comunità cinese ha superato nel 2025 quella romena come gruppo più numeroso, ma nella Toscana meridionale la cittadinanza romena resta la più presente. Sul fronte del lavoro, il rapporto segnala che i tassi di occupazione degli stranieri calano nelle aree periferiche, mentre l'inattività aumenta nelle zone montane e meridionali, citando espressamente Colline dell'Albegna e Amiata tra i territori dove una quota maggiore di popolazione straniera resta fuori dal mercato del lavoro.
Quanto alla rete di accoglienza, il rapporto conta 53 enti del Terzo settore attivi nei due territori maremmani su accoglienza umanitaria e integrazione sociale, oltre a 11 cooperative sociali impegnate nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.




