Grosseto, agriturismo nel mirino: il Comune ordina la demolizione di 13 opere abusive
Il Comune di Grosseto ordina la demolizione di tredici opere irregolari in un agriturismo, tra cui la pergola per i matrimoni. 90 giorni di tempo per adeguarsi.

- Accertamenti della polizia locale nel giugno 2026 in un agriturismo del territorio comunale
- Contestate 13 opere prive di titoli edilizi o autorizzazioni paesaggistiche
- Tra le strutture: veranda-ristorante di 116 mq, cucina, tendone, casetta bar, palestra, piscina e area matrimoni
- Ordine di demolizione entro 90 giorni, pena acquisizione del bene al patrimonio comunale e sanzioni da 2mila a 20mila euro
Il Comune di Grosseto ha ordinato la demolizione di tredici opere edilizie realizzate senza le necessarie autorizzazioni in un agriturismo del territorio comunale. Il provvedimento, che non specifica il nome della struttura per motivi di privacy, nasce da accertamenti condotti dalla polizia locale nel giugno 2026.
Il sopralluogo e le opere contestate
Durante l'ispezione sono emerse numerose irregolarità. La più estesa riguarda una veranda di circa 116 metri quadrati, con struttura e pareti in legno e copertura inclinata, utilizzata come sala ristorante dell'agriturismo. A questa si aggiunge un ampliamento oggi adibito a cucina: per quest'area era stata presentata nel 2017 una pratica per realizzare un locale tecnico con servizi igienici e spogliatoi, mai però autorizzata, mentre il sopralluogo ha rilevato una conformazione e un utilizzo diversi da quanto originariamente richiesto.
Tra le opere contestate figura anche un tendone di 15 metri per 15 metri, montato su una pedana in legno: per la struttura era stata comunicata un'installazione temporanea di 180 giorni, ma le ortofoto mostrerebbero la presenza di un tendone identico già dal 2023, oltre alla rimozione di due piante di olivo. La normativa paesaggistica consente per queste strutture temporanee una permanenza massima di 120 giorni nell'anno solare.
Nell'elenco compaiono inoltre un annesso con tettoia, il pergolato in legno con cannucciato destinato alle celebrazioni matrimoniali, completo di panche e fioriere, una casetta da giardino utilizzata come bar, una struttura destinata a palestra con annessa lavanderia, tettoie e camminamenti coperti, la chiusura di due porticati e un car port. Per undici di questi interventi il Comune ha rilevato l'assenza sia del titolo edilizio che dell'autorizzazione paesaggistica. È stata individuata anche un'isola ecologica coperta da un pergolato, ritenuta priva di rilevanza edilizia, e una piscina fuori terra per la quale manca l'autorizzazione paesaggistica.
I tempi e le sanzioni
Il Comune ha ordinato al proprietario e alla società titolare dell'attività di ripristinare lo stato dei luoghi a proprie spese, demolendo e rimuovendo le opere entro 90 giorni. In caso di mancato rispetto del termine, è prevista l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene e dell'area interessata, oltre a una sanzione amministrativa compresa tra 2mila e 20mila euro. Resta comunque possibile, come precisato dall'amministrazione, ricorrere alla sanatoria per le opere che risultassero conformi alle normative vigenti.


