Fattorie didattiche in provincia di Grosseto: l'elenco ufficiale e come scegliere
Cos'è il riconoscimento regionale di fattoria didattica, dove si trova l'elenco ufficiale e quali attività offrono le aziende della Maremma.

- Il riconoscimento è disciplinato dalla legge regionale 30/2003 e dal regolamento attuativo n. 46/2004
- L'elenco ufficiale delle fattorie didattiche riconosciute è consultabile sul sito di ARTEA
- Nel grossetano sono riconosciute aziende tra cui La Girandola a Orbetello e Il Lillastro a Grosseto
- Le attività tipiche includono mungitura, cura dell'orto, laboratori su pane e formaggio, cura degli animali da fattoria
Chi cerca una gita per bambini in Maremma, o una scuola che vuole organizzare un'uscita didattica, può orientarsi tra le fattorie didattiche riconosciute dalla Regione Toscana in provincia di Grosseto. Si tratta di aziende agricole o agrituristiche che hanno ottenuto una qualifica specifica, diversa da una semplice attività agrituristica con animali: ecco cosa significa in pratica e come individuarle.
Cos'è una fattoria didattica riconosciuta
Non basta avere animali in un'azienda agricola per chiamarsi "fattoria didattica". Secondo la legge regionale l'attività di fattoria didattica è svolta dalle aziende agricole o agrituristiche che lavorano in prevalenza con le scuole, favorendo lo sviluppo della conoscenza dell'ambiente rurale attraverso un contatto diretto, finalizzato a riscoprire il valore dell'agricoltura e del mondo rurale e valorizzando il ruolo dell'agricoltore. La normativa di riferimento è la legge regionale 30/2003, dedicata alla disciplina delle attività agrituristiche e delle fattorie didattiche in Toscana, insieme al relativo regolamento attuativo n. 46/2004, come ricorda il Comune di Prato nella sua pagina informativa sull'argomento.
Per ottenere la qualifica, l'imprenditore agricolo (o un suo familiare o collaboratore) deve possedere uno specifico requisito professionale: tra questi, l'attestato di frequenza del corso per operatore di fattoria didattica tenuto da una agenzia accreditata della Regione Toscana, oppure un diploma o laurea in materie pedagogiche o agrarie, o la qualifica di guida ambientale. Le aziende riconosciute devono inoltre utilizzare un logo identificativo ufficiale: il logo "Rete delle fattorie didattiche della Toscana" è stato approvato con delibera della Giunta regionale e deve essere riportato su tutto il materiale informativo, illustrativo e segnaletico della fattoria didattica.
L'attività di fattoria didattica, va precisato, può essere svolta anche fuori dal perimetro dell'agriturismo vero e proprio: le attività di Fattoria didattica e di Enoturismo possono essere svolte anche in ambito NON agrituristico, cioè senza la dimostrazione della principalità dell'attività agricola.
Dove si trova l'elenco ufficiale
L'elenco aggiornato delle aziende riconosciute non è un semplice elenco promozionale ma un registro amministrativo: le imprese che svolgono le attività di fattoria didattica sono inserite nell'elenco regionale delle fattorie didattiche, tenuto da ARTEA tramite l'utilizzo del sistema informativo agricoltura della Regione Toscana (SIART) e dell'anagrafe regionale delle aziende agricole. L'elenco è consultabile sul sito di ARTEA, nella sezione "Accedere alle banche dati", alla voce "Elenco Fattorie Didattiche" (artea.toscana.it). Per chi organizza visite scolastiche, prima di prenotare conviene verificare su questo elenco che l'azienda scelta sia effettivamente iscritta, perché solo le fattorie in regola con la normativa possono fregiarsi del logo regionale e del titolo.
Per chi deve avviare l'attività, la procedura passa dalla presentazione di una DUA (Dichiarazione Unica Aziendale) sul portale di ARTEA e, nel caso di fattorie non in ambito agrituristico, da una SCIA al Comune di riferimento tramite la piattaforma STAR, come spiega il blog Agricoltura della Regione Toscana.
Le fattorie didattiche della Maremma
Diverse realtà del territorio grossetano compaiono tra le aziende che hanno ottenuto il riconoscimento o che si presentano come fattorie didattiche attive nella rete regionale. Tra queste, La Girandola, azienda biologica nei pressi di Orbetello: secondo quanto riportato dal sito Tuscany People, in una delle zone più belle della Maremma, in provincia di Grosseto, La Girandola è una grande azienda agricola composta da 16 ettari di frutteti e orti, coltivati esclusivamente con metodi biologici. A Grosseto, in località Roselle, opera invece Il Lillastro, che figura all'interno della nuova Rete delle fattorie didattiche della Regione Toscana ed è nata nel 2004 con il progetto "Scuola in Fattoria" sostenuto dalla Regione Toscana e dalla Confederazione Italiana Agricoltori.
Che attività si trovano in una fattoria didattica
Le fattorie didattiche propongono percorsi pensati per bambini e ragazzi di ogni età, dalla scuola materna alle superiori. Tra i laboratori più diffusi nelle aziende toscane compaiono attività su la stalla e il cortile, il pane, l'apicoltura, il bosco e il fosso, l'arte dell'intreccio, l'orto, il riciclo dei rifiuti e il percorso dal latte al formaggio. Non tutte le fattorie propongono lo stesso ventaglio di attività: è bene chiedere direttamente all'azienda, al momento della prenotazione, quali laboratori siano effettivamente disponibili nel periodo scelto.
Il trend regionale
Il fenomeno è in crescita in tutta la Toscana. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Toscana, sono 208 le aziende agricole che si trasformano in campus estivi per accogliere bambini e bambine con attività all'aria aperta seguendo i ritmi della natura, con un incremento che erano 181 nel 2020.
Informazioni pratiche
Per consultare l'elenco ufficiale e verificare se un'azienda è iscritta alla Rete delle fattorie didattiche della Toscana si può visitare il sito artea.toscana.it, sezione "Accedere alle banche dati". Per chiarimenti sulla normativa, l'ufficio agriturismo della Regione Toscana è raggiungibile all'indirizzo email ufficioagriturismo@regione.toscana.it. Orari, costi dei singoli laboratori e disponibilità per le scuole vanno invece verificati direttamente con ciascuna azienda, perché possono variare stagione per stagione.




