Emergenza abitativa, Rifondazione Comunista: «La casa è un diritto, non una merce»
La segretaria provinciale Stefania Amarugi chiede blocco degli sfratti, fondo affitti e piano di edilizia pubblica contro la crisi abitativa.

- La segretaria provinciale di Rifondazione Comunista, Stefania Amarugi, denuncia la crisi abitativa in Europa e in Italia
- Tra le proposte: blocco degli sfratti, rifinanziamento del fondo affitti, riqualificazione di 60mila alloggi abbandonati
- Critica alla recente risoluzione del Parlamento europeo sul tema casa
- Richiesta di un regolamento sugli affitti brevi contro l'overtourism
GROSSETO – La segretaria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Stefania Amarugi, interviene sul tema dell'emergenza abitativa, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche europee e nazionali sulla casa.
Secondo Amarugi, mentre il governo Meloni e l'Unione Europea destinano centinaia di miliardi di euro alle spese militari, per il diritto all'abitare non ci sono risorse. La segretaria denuncia che centinaia di famiglie si trovano strozzate da affitti, mutui e bollette energetiche insostenibili, ricevendo spesso dalle istituzioni una risposta fatta di manganelli, sgomberi forzati e profitto per gli speculatori.
Amarugi richiama l'appello promosso da movimenti, sindacati e associazioni di diversi Paesi europei, che chiedono a Bruxelles un netto cambio di rotta: stop alla finanziarizzazione dell'abitare, più edilizia pubblica e un ruolo diretto della società civile nelle scelte comunitarie, con lo slogan "le persone prima delle armi e della speculazione".
Secondo la segretaria provinciale, negli ultimi anni le istituzioni europee hanno progressivamente ridotto gli investimenti nel welfare e nell'edilizia pubblica, lasciando che il mercato immobiliare diventasse terreno di pura rendita finanziaria, con il risultato di affitti fuori controllo, patrimonio pubblico insufficiente, sfratti ed espulsione dei residenti dai centri storici. Il documento richiamato da Amarugi prende inoltre posizione contro la recente risoluzione del Parlamento europeo sul tema, considerata dai promotori un testo che evita di affrontare le cause strutturali della crisi.
Le proposte di Rifondazione Comunista
Tra le misure indicate da Amarugi figurano il blocco immediato degli sfratti e delle esecuzioni immobiliari senza il passaggio da casa a casa, il reintegro e rifinanziamento del fondo affitti e per la morosità incolpevole, un piano di edilizia residenziale pubblica incentrato sulla riqualificazione e sul riutilizzo immediato dei 60mila alloggi abbandonati, la requisizione e il riuso degli immobili pubblici e privati lasciati in disuso da speculatori e fondi immobiliari, e un regolamento sugli affitti brevi per fermare l'overtourism alimentato dalle grandi piattaforme.
«Queste – conclude Amarugi – sono le proposte di Rifondazione Comunista per una nuova e incisiva politica dell'abitare, capace di assicurare un alloggio decoroso a chiunque ne abbia necessità. La casa è un diritto, non una merce».




