Tetto agli alunni stranieri, Rossi (FdI) replica alla Cgil: «Nessun plesso a rischio»
Il deputato grossetano di FdI risponde alle critiche della Cgil sulla soglia del 30% di studenti stranieri per classe, negando rischi per i plessi maremmani.

- Rossi esclude tagli di personale o chiusure di scuole, parlando di risorse aggiuntive per l'italiano
GROSSETO – Botta e risposta sulla scuola tra Fratelli d'Italia e Cgil in provincia di Grosseto, dopo la polemica sulla soglia del 30% di alunni stranieri per classe annunciata dal governo. Il deputato grossetano di FdI, Fabrizio Rossi, ha replicato alle prese di posizione del sindacato, definendole prive di fondamento.
La replica del deputato
«Dalla Cgil di Grosseto assistiamo alla solita opera di demagogia e allarmismo ideologico», ha dichiarato Rossi, sostenendo che il sindacato preferisca "diffondere scenari catastrofisti" invece di guardare ai fatti. Secondo il parlamentare, parlare di svuotamento o chiusura dei piccoli plessi delle Colline e dell'Amiata significa travisare la natura del provvedimento voluto dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.
Rossi ha precisato che il limite del 30% riguarderebbe esclusivamente gli studenti di prima immigrazione o che non abbiano una conoscenza minima della lingua italiana, e non si applicherebbe agli alunni nati in Italia o che già conoscono la lingua. Per il deputato, l'obiettivo della norma non è escludere né trasferire forzatamente gli studenti, ma evitare la formazione di classi con un'alta concentrazione di alunni che non parlano italiano, a tutela sia dei ragazzi stranieri sia del resto della classe. Rossi esclude inoltre qualsiasi taglio di personale o dimensionamento dei plessi, parlando invece di risorse e percorsi rafforzati per il potenziamento della lingua italiana.
Il contesto: i dati della Cgil
La replica arriva dopo l'intervento dei segretari della Cgil e della Flc Cgil di Grosseto, che nei giorni scorsi avevano definito la misura "demagogica" e potenzialmente pericolosa per la provincia. Secondo l'elaborazione sindacale sui dati del Ministero dell'Istruzione, nell'anno scolastico 2024/25 in Maremma sono 35 i plessi scolastici nei quali gli alunni con nazionalità non italiana superano il 30%. Il sindacato aveva sottolineato che se davvero fosse introdotta la soglia obbligatoria del 30%, questo non avrebbe alcun impatto lungo la costa della Maremma, ma potrebbe avere effetti devastanti sulle scuole della fascia collinare e dell'Amiata, dove i plessi hanno numeri ridotti e lo spostamento degli alunni sarebbe difficile da gestire.
La misura, al momento, non è ancora legge: il limite del 30% "di norma" era già previsto da una circolare ministeriale del 2010, con possibilità di deroga da parte degli Uffici scolastici regionali.


