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Chirurgia, il Pci chiede ai sindaci maremmani unità in vista del 25 settembre

Il partito interviene sulla riorganizzazione della chirurgia in provincia di Grosseto, chiedendo compattezza ai sindaci in vista della Conferenza del 25 settembre.

Illustrazione
In breve
  • Il Pci delle Colline Metallifere e provinciale critica il metodo con cui è stata decisa la riorganizzazione della chirurgia
  • Il partito richiama la mozione unanime del Consiglio comunale di Massa Marittima e la raccolta di 2.000 firme per il Distretto socio sanitario
  • Critiche all'ex direttore generale dell'Asl Marco Torre e assenze di sindaci e Cgil a un precedente confronto
  • Attesa per la Conferenza dei Sindaci del 25 settembre

Il Partito comunista italiano interviene sulla vicenda della riorganizzazione della rete chirurgica ospedaliera in provincia di Grosseto, chiedendo ai sindaci del territorio di presentarsi uniti alla Conferenza dei Sindaci convocata per il 25 settembre. A dichiararlo, in una nota, sono Valter Cioni, della segreteria del Pci delle Colline Metallifere, e Daniele Gasperi, della segreteria provinciale del partito.

La riorganizzazione, disposta con una delibera dell'Asl Toscana Sud Est di fine agosto, prevede la concentrazione degli interventi di chirurgia complessa al Misericordia di Grosseto, mentre gli ospedali di Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano manterrebbero attività di "vocazione precisa" su casi medio-complessi. La decisione ha scatenato settimane di proteste da parte di sindaci, sindacati e forze politiche di diverso orientamento.

Nella nota il Pci richiama la mozione della Commissione sanitaria del Comune di Massa Marittima, votata all'unanimità dal Consiglio comunale lo scorso maggio e la raccolta di duemila firme per il ritorno di un distretto socio sanitario delle Colline Metallifere, definendo entrambe le iniziative una base utile per un confronto con Asl e Regione.

Il partito sostiene che ogni intervento di ridimensionamento, se deciso senza una condivisione reale con i territori, rischi di penalizzare ulteriormente una provincia già segnata da riduzioni di servizi, citando come esempio le Case di comunità rimaste, a suo dire, poco utilizzate. Nella nota si critica inoltre il metodo con cui la vicenda è stata avviata, ricordando che la Deliberazione n. 901 è stata adottata senza un confronto preventivo e sostanziale con i sindaci, provvedimento firmato dall'allora direttore generale dell'Asl, Marco Torre, nei suoi ultimi giorni di incarico.

Il Pci esprime cautela anche sulle rassicurazioni finora arrivate dalla Regione. L'assessora regionale alla sanità Monia Monni ha più volte ribadito che le urgenze non saranno toccate nei presidi minori, ma per il partito queste dichiarazioni dovranno tradursi in impegni scritti prima di essere considerate affidabili.

La nota si chiude con l'auspicio di una linea comune tra i sindaci del territorio in vista della Conferenza dei Sindaci del 25 settembre, indicata come appuntamento decisivo per il futuro della sanità in provincia di Grosseto.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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