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Rigassificatore di Piombino, Sinistra Italiana-AVS: «Va smantellato, non spostato»

Il circolo di Sinistra Italiana-AVS deposita osservazioni alla Via sulla permanenza della nave Italis LNG nel porto di Piombino.

Piombino / Toscana - Power Station at Port
Foto Ingo Mehling / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Confronto con il terminale OLT di Livorno sui raggi di danno in caso di esplosione

PIOMBINO. Non basta spostare il rigassificatore in un altro porto: la nave deve essere smantellata e la banchina restituita alla città. È la posizione netta espressa dal circolo di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra di Piombino nelle osservazioni depositate al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale sulla permanenza della FSRU Italis LNG nel porto. Il documento chiede al ministero di esprimere un parere negativo di compatibilità ambientale e di imporre a Snam la dismissione dell'impianto.

Il primo punto sollevato riguarda la durata dell'autorizzazione: la nave è entrata in esercizio il 4 luglio 2023 nell'ambito delle misure per affrontare l'emergenza energetica e ridurre la dipendenza dal gas russo, con un percorso autorizzativo costruito sulla permanenza triennale dell'impianto. Secondo il circolo, la proroga prevista dal decreto legge 32/2026 e l'avvio della procedura ordinaria di Via starebbero di fatto trasformando un impianto emergenziale in un'installazione stabile, senza un termine preciso indicato dagli elaborati di Snam.

Sul fronte energetico, le osservazioni richiamano i dati sulla domanda italiana di gas, passata da 76,4 miliardi di metri cubi nel 2021 a 63,4 miliardi nel 2025, con una previsione di ulteriore calo fino a 53,6 miliardi nel 2030, a fronte di una capacità infrastrutturale esistente superiore a 83 miliardi di metri cubi annui, senza contare il terminale di Ravenna.

Sulla sicurezza, il documento segnala oltre 8.800 movimenti navali all'anno nel bacino portuale, legati soprattutto ai collegamenti con l'Elba e le altre isole dell'Arcipelago Toscano, e mette a confronto i raggi di danno stimati da Snam per uno scenario di esplosione: tra 200 e 400 metri a Piombino contro valori tra 1.103 e 1.970 metri per il terminale offshore OLT di Livorno, distante circa 22 chilometri dalla costa.

Le osservazioni contestano inoltre possibili sottostime degli impatti su acque, emissioni atmosferiche e aree protette, tra cui i siti Natura 2000 di Orti-Bottagone e del Promontorio di Piombino e il Santuario Pelagos per i mammiferi marini. Il circolo richiama anche le criticità sanitarie del territorio, chiedendo una valutazione degli effetti cumulativi insieme ai progetti di riconversione industriale dell'area.

Le osservazioni entrano ora nel procedimento amministrativo, dove saranno valutate insieme alla documentazione del proponente e agli altri contributi depositati. La decisione sulla compatibilità ambientale spetterà alle autorità competenti.

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