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Rinnovabili in Maremma, assemblea a Braccagni: undici progetti e 432 MW in discussione

La Pro Loco Braccagni-Montepescali ha riunito cittadini ed esperti sui numerosi impianti di fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico previsti tra Grosseto, Braccagni, Sticciano e Gavorrano.

Piazza Dante (Grosseto)
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Interventi contrapposti: Italia Nostra e il comitato Le Sentinelle critici, un produttore di biogas a difesa dell'agrivoltaico

Undici progetti tra fotovoltaico e agrivoltaico concentrati in un'area ristretta tra Grosseto, Braccagni, Sticciano e Gavorrano, a cui si aggiungono impianti di accumulo energetico BESS e un parco eolico tra Grosseto e Castiglione della Pescaia, per una potenza complessiva stimata in circa 432 Megawatt. È il quadro emerso durante un'assemblea pubblica promossa dalla Pro Loco Braccagni–Montepescali per discutere della proliferazione di grandi impianti per la produzione di energia rinnovabile nella campagna maremmana.

All'incontro, molto partecipato, si sono confrontati rappresentanti di associazioni, esperti e cittadini sulle conseguenze di questa concentrazione di progetti per il paesaggio agricolo e turistico del territorio.

Le posizioni critiche

Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana, ha sottolineato che "il paesaggio non è soltanto un patrimonio estetico o culturale, ma una risorsa economica fondamentale, soprattutto in una regione come la Toscana e in un territorio come la Maremma, la cui attrattività turistica, agricola e residenziale dipende in larga misura dalla qualità dell'ambiente". Pratesi ha aggiunto che "trasformare campagne e colline in distese di pannelli fotovoltaici significa compromettere un capitale collettivo che non potrà essere ricostituito una volta distrutto", richiamando l'attenzione anche sull'intero ciclo di vita dei pannelli, dalla produzione industriale allo smaltimento.

Più netta la posizione di Patrick Marini, fondatore del comitato "Le Sentinelle", secondo cui "si sta profilando un nuovo latifondo gestito da multinazionali dell'energia che concentrano i profitti e li trasferiscono all'estero, lasciando ai territori i soli costi ambientali e paesaggistici".

Il confronto in sala

Non sono mancati i pareri a favore degli impianti: Giulio Borgia, produttore di biogas, ha difeso le potenzialità dell'agrivoltaico, invitando i presenti a visitare il proprio impianto pilota. Durante la serata è stata evocata anche l'ipotesi del nucleare, citato per l'elevata densità energetica e il ridotto consumo di territorio rispetto alle rinnovabili.

L'assemblea ha ribadito la necessità di valutare l'impatto cumulativo dei numerosi progetti in discussione e il diritto delle comunità locali a essere coinvolte nelle decisioni che riguardano la trasformazione del territorio in cui vivono.

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