Marraccini, Grosseto città aperta: «Recupero del foyer non basta»
L'associazione di opposizione commenta l'avvio dei lavori al foyer dell'ex cinema: bene il cantiere, ma il progetto complessivo è slittato al 2028.

- Il 5 ottobre sono partiti i lavori di restauro del foyer dell'ex cinema Marraccini, destinato agli uffici comunali del Turismo
- L'intervento vale circa 257mila euro, primo passo di un progetto complessivo da 3,75 milioni di euro in tre fasi
- Grosseto città aperta ricorda il percorso partecipativo del 2023 con 87 candidature e sei proposte progettuali
- L'associazione annuncia un accesso agli atti e un'interrogazione sui tempi del recupero complessivo, slittato al 2028
GROSSETO – È partito il 5 ottobre il cantiere per il restauro del foyer dell'ex cinema Marraccini, in via Mazzini, destinato a ospitare i nuovi uffici comunali del Turismo. Il giorno seguente l'associazione Grosseto città aperta ha preso posizione attraverso Ginevra Detti, del coordinamento del gruppo, che pur apprezzando l'avvio dei lavori invita a non confondere questo intervento con la riqualificazione complessiva dell'edificio, ancora da realizzare.
L'intervento sul foyer, come comunicato dal Comune di Grosseto, ha un valore complessivo di circa 257mila euro e rappresenta il primo passo del più ampio progetto di riqualificazione dell'ex cinema, per il quale è previsto un investimento complessivo di 3,75 milioni di euro, articolato in tre fasi. Gli spazi, una volta recuperati, saranno destinati ad accogliere i nuovi uffici comunali del Turismo, riportando funzioni e servizi pubblici all'interno di uno degli edifici più importanti del centro storico.
Detti ricostruisce le origini del percorso, ricordando che la richiesta di acquisizione dell'edificio e di un processo partecipativo era stata avanzata dall'opposizione consiliare già nel marzo 2020, in particolare dall'attuale capogruppo di Grosseto città aperta Carlo De Martis. Quella pressione politica, secondo l'associazione, avrebbe portato il Comune ad attivare un percorso di coprogettazione che ha coinvolto 87 candidature di cittadini e soggetti del territorio, con cinquanta persone impegnate nei laboratori e trenta nella fase successiva di coprogettazione, da cui sono nate sei proposte progettuali per nuove funzioni culturali e sociali dell'edificio.
Secondo Grosseto città aperta, però, a distanza di anni dal percorso partecipativo la distanza tra annunci e realizzazione resta evidente: il Comune aveva puntato su un bando nazionale per il recupero di aree dismesse, ma Grosseto non risulta tra i progetti finanziati, e l'intervento complessivo, già rinviato al 2027, risulterebbe ora spostato al 2028. L'associazione annuncia la presentazione di un accesso agli atti e di un'interrogazione per chiarire i tempi effettivi della riqualificazione.
Nella nota, Detti richiama anche il precedente del progetto "Grosseto Partecipa", promosso nella precedente amministrazione Bonifazi, che aveva coinvolto oltre mille cittadini nella scelta di progetti da finanziare poi non proseguiti con il cambio di amministrazione.
Il Comune non ha ancora replicato alle osservazioni dell'associazione sui tempi del recupero complessivo dell'edificio.




