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Grosseto piange Giovanni Mattioli, maestro di tennis morto a 46 anni

Si è spento a 46 anni dopo due anni di malattia il maestro di tennis che ha formato generazioni di allievi tra Marina di Grosseto e i campi cittadini.

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Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Giovanni Mattioli è morto a 46 anni dopo due anni di malattia
  • Originario di Spoleto, viveva a Preselle con la madre
  • Ha insegnato tennis a Marina di Grosseto, Tc Lello, Casotto Pescatori e Tc Europa 2000
  • Ha fondato il gruppo dei campi di Stiacciole, portato avanti dal socio Niccolò Rescio

Si è spento a 46 anni, dopo due anni di lotta contro una grave malattia, Giovanni Mattioli, maestro di tennis molto conosciuto a Grosseto e nel comune. Originario di Spoleto, in Umbria, viveva a Preselle insieme alla madre Rossella, che aveva scelto di trasferirsi vicino al mare per stargli accanto.

Arrivato in Maremma, Mattioli aveva inizialmente lavorato come grafico. In seguito aveva deciso di conseguire il brevetto da maestro, tornando ad allenare e diventando istruttore di tennis a tempo pieno. Nel corso degli anni ha tenuto lezioni in diversi circoli della zona: a Marina di Grosseto, al Tc Lello, al Casotto Pescatori e al Tc Europa 2000, guadagnandosi la stima di numerosi allievi.

Il ricordo degli allievi e la carriera sportiva

Mattioli era anche un giocatore attivo, impegnato in tornei di quarta categoria, disciplina in cui ha ottenuto diverse vittorie, spesso in competizioni a squadre. Tra i ricordi più significativi della sua attività agonistica, una finale regionale Uisp disputata al Tce con la sua squadra un paio di anni prima di ammalarsi, e il successo nel singolare maschile di quarta categoria in una tappa del Maremma's Friends del 2017, quando in finale aveva superato Luca Marcone.

Fu lui a dare vita al gruppo di appassionati che frequentava i campi di Stiacciole, soprannominati dagli stessi allievi gli "irriducibili del coach". Tra questi, Carlo Vellutini ricorda la festa organizzata da Mattioli per i suoi 40 anni, un pomeriggio intero passato a giocare a tennis alternando le partite a pizza, birra e grigliate.

Con la sua guida, secondo quanto raccontano gli allievi, molti giocatori avevano ritrovato la voglia di tornare in campo e la condizione fisica per affrontare anche qualche torneo. Dopo l'inizio della malattia, gli allievi che lo seguivano ai campi di Stiacciole hanno continuato le lezioni con il suo socio, Niccolò Rescio, nella speranza di poterlo rivedere un giorno in campo.

La salma di Giovanni Mattioli è esposta alla casa funeraria Rocchi, in attesa di essere trasferita al tempio crematorio di Sterpeto. Come ultimo desiderio, Mattioli aveva chiesto che le sue ceneri fossero disperse in mare.

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