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Filca Cisl a Grosseto: "Un tavolo per trasformare il cemento abbandonato in case"

Il sindacato degli edili chiede al Comune un Tavolo permanente per l'Abitare, puntando sul recupero di aree dismesse invece di nuovo consumo di suolo.

Grosseto, la sala del consiglio comunale
Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Filca Cisl propone un Tavolo permanente per l'Abitare e la Rigenerazione urbana
  • L'obiettivo è recuperare ex aree industriali, edifici dismessi e caserme abbandonate
  • Il sindacato chiede legalità nei cantieri e applicazione del Ccnl Edilizia
  • La richiesta arriva in vista del nuovo Piano operativo del Comune di Grosseto

La Filca Cisl di Grosseto chiede al Comune di aprire un confronto strutturato sul futuro dell'edilizia cittadina, puntando sul recupero del patrimonio esistente invece che su nuove costruzioni. La proposta arriva in vista dell'elaborazione del nuovo Piano operativo comunale e si traduce nella richiesta di istituire subito un Tavolo permanente per l'Abitare e la Rigenerazione urbana.

Il paradosso dell'emergenza abitativa

Paolo Masciarelli, della Filca Cisl Grosseto, descrive un evidente paradosso: da un lato troppe famiglie, giovani e lavoratori sono schiacciati da affitti insostenibili e da liste per l'edilizia popolare del tutto sature; dall'altro si assiste al degrado di ex aree industriali, strutture dismesse e vecchie caserme abbandonate. Secondo il sindacato, recuperare questo patrimonio significherebbe dare risposte concrete all'emergenza abitativa senza consumare un solo metro di suolo agricolo.

Per la Filca Cisl la questione non riguarda solo il tema sociale ma anche quello occupazionale: riqualificare l'esistente permetterebbe di creare interventi di social housing a canone calmierato ed efficienti dal punto di vista energetico, garantendo allo stesso tempo lavoro per gli edili del territorio maremmano.

Le risorse disponibili e le condizioni poste

Il sindacato individua diversi possibili canali di finanziamento: dal partenariato pubblico-privato previsto dal Codice degli appalti ai fondi immobiliari etici, passando per Cassa Depositi e Prestiti, fondazioni bancarie, fondi ministeriali e risorse europee Fesr della Regione Toscana.

La Filca Cisl pone però una condizione che definisce non negoziabile. "Nessun cantiere senza legalità e sicurezza", ribadisce Masciarelli, chiedendo l'applicazione del contratto collettivo nazionale dell'edilizia dei sindacati maggiormente rappresentativi, la verifica della congruità della manodopera, il Durc, la patente a crediti, il badge di cantiere e percorsi di formazione, per contrastare dumping contrattuale e lavoro nero.

Il sindacato chiede quindi al Comune di Grosseto di convocare celermente il tavolo con sindacati, associazioni datoriali e istituzioni, per avviare un percorso condiviso di progettazione sul tema dell'abitare. La proposta si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla rigenerazione urbana, tema su cui la Filca Cisl è intervenuta più volte anche a livello centrale, sollecitando interventi strutturali per il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle aree più degradate del Paese.

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