A Caminino i discendenti della famiglia Innocenti tornano dopo 120 anni
Domenica alla Pieve di Caminino, nel comune di Roccastrada, una cinquantina di discendenti della famiglia Innocenti ha rievocato l'arrivo del capostipite Carlo nel 1906.

- Riunione di circa cinquanta discendenti di Carlo Innocenti alla Pieve di Caminino, domenica 20 settembre
- Rievocazione dell'arrivo della famiglia come mezzadri nel 1906 con un carro trainato da bovi maremmani
- Lettura e firma simbolica di un atto rievocativo del patto mezzadrile da parte del sindaco Francesco Limatola
- Iniziativa organizzata da Giancarlo Innocenti, nipote del capostipite, conclusa con un pranzo maremmano
ROCCASTRADA – Un carro agricolo trainato da due bovi di razza maremmana ha attraversato domenica 20 settembre il viale della Pieve di Caminino, nel comune di Roccastrada, per riportare in vita un episodio di 120 anni fa. All'iniziativa, denominata "Gli Innocenti tornano a Caminino" e organizzata da Giancarlo Innocenti, hanno partecipato circa cinquanta discendenti della famiglia, riuniti nel luogo dove nel settembre del 1906 il capostipite Carlo Innocenti si insediò come mezzadro insieme alla moglie Cesira e ai figli.
La rievocazione dell'arrivo
Nel 1906 Carlo Innocenti raggiunse Caminino da Monticello Amiata percorrendo l'antica strada romana con la moglie e sei degli otto figli, portando con sé un baule con panni e lenzuola, alcune stoviglie, una credenza e una madia. Ad accoglierli allora fu il fattore incaricato dal proprietario della fattoria di Peruzzo di consegnare le chiavi della nuova casa.
Domenica la scena è stata riproposta con un carro agricolo maremmano risalente al 1920, trainato dai bovi Tiburzi e Fioravanti, provenienti dall'allevamento di Loriano Bargagli, dell'azienda Badia Vecchia, le cui origini risalgono al 1870. A guidare la carovana è stato Giancarlo Innocenti, accolto dai proprietari della Pieve, Emiliano Marrucchi Locatelli e Maria Chiara, e dal sindaco di Roccastrada e presidente della Provincia di Grosseto, Francesco Limatola, che ha letto un atto rievocativo dell'antica pattuizione mezzadrile, firmato simbolicamente anche dai familiari presenti.
Il luogo e la giornata
La Pieve di Caminino, edificio sacro menzionato dal secolo XI con la dedicazione a San Genziano, e nel 1188 da Papa Clemente III come "Plebem de Caminino", è oggi un edificio sacro situato in una proprietà privata nel comune di Roccastrada.
Carlo e Cesira Innocenti ebbero otto figli: Viola, Salvatore, Palmira, Maria, Rosa, Sestilio, Pietro e Patrizio. Nessuno di loro è più in vita, ma i loro discendenti hanno ricostruito la storia familiare grazie a fotografie d'epoca e racconti tramandati, ripercorrendo anche un capitolo della mezzadria maremmana. La giornata, animata dalla musica del cantastorie Mauro Chechi, si è conclusa con un pranzo tradizionale che ha riunito parenti e ospiti attorno a una grande tavola.



