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Cronaca · Santa Fiora

Niente funghi, salta a Santa Fiora la sagra che compiva 50 anni

Il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi rinvia la storica sagra del fungo amiatino: clima siccitoso e "turismo fungaiolo" hanno svuotato i boschi del Monte Amiata.

Niente funghi, salta a Santa Fiora la sagra che compiva 50 anni
Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • La sagra del fungo amiatino a Bagnolo, frazione di Santa Fiora, non si terrà nei due weekend previsti di ottobre 2026
  • Quest'anno l'evento avrebbe dovuto raggiungere la 50esima edizione
  • Le cause indicate dal Comitato organizzatore sono la siccità estiva e l'eccesso di raccolta da parte dei turisti
  • Nel 2025 l'evento aveva richiamato 3mila persone in due weekend

SANTA FIORA. La sagra del fungo amiatino di Bagnolo, in programma per questo e il prossimo fine settimana nella frazione di Santa Fiora, non si svolgerà. A deciderlo è stato il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi, organizzatore della manifestazione che quest'anno avrebbe dovuto tagliare il traguardo della 50esima edizione.

Le ragioni del rinvio sono legate principalmente al clima. Il Comitato spiega che un'annata sfortunata e avara di precipitazioni ha compromesso la crescita del fungo porcino del Monte Amiata, rendendo impossibile celebrare il traguardo dei cinquant'anni di storia. Secondo gli organizzatori, la scarsità di specie fungine nei boschi amiatini mette a rischio anche la mostra micologica che accompagna da sempre la sagra, la prima realizzata in Toscana.

A dettagliare la situazione è Moreno Pomi, del Comitato: da giugno sull'Amiata non sono cadute piogge rilevanti e quest'anno si è aggiunta anche la tramontana, condizioni che insieme hanno danneggiato la crescita dei funghi. Pomi segnala che, senza un rinvio, l'unica alternativa sarebbe stata servire funghi di importazione; nei prossimi venti giorni, secondo le previsioni raccolte dal Comitato, dovrebbe arrivare una fungata più abbondante.

Tra le cause indicate c'è anche il cosiddetto "turismo fungaiolo": negli ultimi anni il Monte Amiata attira sempre più visitatori che raccolgono funghi, riducendo la disponibilità del prodotto per la sagra e facendone salire il prezzo sul mercato locale.

L'edizione 2025 della sagra, svoltasi in due distinti fine settimana, aveva richiamato circa 3mila persone. Per questo il rinvio non è considerato solo un problema organizzativo interno al Comitato, ma una perdita per l'intero paese, che normalmente beneficia dell'indotto generato dai visitatori sulle attività commerciali locali.

La manifestazione, nata per valorizzare il porcino autentico del territorio più che il fungo in sé, tornerà dunque nelle prossime stagioni, quando le condizioni climatiche e la disponibilità del prodotto lo permetteranno.

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