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Grosseto, condannato per maltrattamenti in famiglia: risarcimento da 90mila euro

Il tribunale di Grosseto condanna a 2 anni e 8 mesi un uomo per maltrattamenti in famiglia. Disposto un risarcimento complessivo di 90mila euro per moglie e figli minorenni.

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Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato
  • Risarcimento di 30mila euro alla moglie e 60mila euro ai figli minorenni
  • Il pm aveva chiesto 4 anni e 4 mesi di reclusione
  • La donna era stata costretta dal padre a sposare l'uomo a 14 anni

Il tribunale di Grosseto ha condannato un uomo a 2 anni e 8 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per l'udienza preliminare Marco Mezzaluna. Alla sentenza, pronunciata nei giorni scorsi, si è arrivati dopo la denuncia della moglie, che aveva raccontato anni di violenze fisiche, psicologiche ed economiche subite anche durante le gravidanze e davanti ai figli minorenni.

Secondo la ricostruzione emersa in aula, la donna aveva conosciuto l'uomo in Bosnia quando era ancora minorenne: il padre l'aveva costretta a sposarlo a 14 anni. Dopo il matrimonio la coppia si era trasferita a Grosseto, inizialmente convivendo con la famiglia di lui. Le violenze, stando a quanto ricostruito dall'accusa, sarebbero iniziate con rimproveri per le faccende domestiche e si sarebbero trasformate nel tempo in aggressioni fisiche, proseguite anche quando la donna era incinta.

Il pubblico ministero Raffaele Luca Ponte aveva chiesto una condanna più severa, a 4 anni e 4 mesi di reclusione. La difesa dell'imputato è stata affidata all'avvocato Roberto Cerboni. La donna si è costituita parte civile, anche nell'interesse dei figli minorenni, con l'assistenza dell'avvocata Patrizia Pagano, che ha ottenuto il riconoscimento del risarcimento del danno: 30mila euro per la moglie e complessivamente 60mila euro per i figli, per un totale di 90mila euro.

Tra gli episodi ricostruiti nel procedimento figurano aggressioni avvenute anche nell'ultimo periodo della convivenza, prima della decisione della donna di interrompere definitivamente il matrimonio. La vicenda si inserisce nel più ampio fenomeno dei maltrattamenti familiari, su cui negli ultimi anni si concentra l'attenzione delle forze dell'ordine e dei servizi territoriali.

Informazioni utili

Chi è vittima di violenza o stalking, o conosce persone che potrebbero averne bisogno, può rivolgersi al numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, servizio gratuito, attivo 24 ore su 24 e che garantisce l'anonimato. In caso di pericolo immediato è possibile chiamare il 112.

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