Grosseto, aggredisce i carabinieri durante un controllo: arrestato 21enne
Un 21enne originario del Camerun è stato arrestato dopo una colluttazione con i carabinieri vicino alla stazione di Grosseto. In aula si è scusato.

- <parameter name="item">Controllo dei carabinieri in un parcheggio vicino alla stazione di Grosseto, mercoledì 30 settembre
GROSSETO. Un controllo di routine in un parcheggio vicino alla stazione ferroviaria si è trasformato in una colluttazione che ha coinvolto quattro carabinieri e un giovane di 21 anni, originario del Camerun, poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio risale alla tarda mattinata di mercoledì 30 settembre, quando i militari erano impegnati in un servizio di prevenzione.
Il controllo e la colluttazione
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, intorno alle 11.40 i militari hanno notato un uomo e una donna in un parcheggio pubblico vicino alla stazione e hanno deciso di avvicinarsi per un controllo. La donna avrebbe collaborato fin da subito, mentre il giovane avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo, rivolgendo insulti e minacce ai militari che gli chiedevano i documenti.
Dopo un primo momento di tensione il ragazzo sembrava essersi calmato, dicendo di avere i documenti in auto. Ma prima di raggiungere la vettura, sempre secondo quanto ricostruito nel corso dell'udienza, avrebbe ricominciato a inveire contro i carabinieri, arrivando a spingere uno dei militari. A quel punto altri due militari sarebbero intervenuti per bloccarlo, mentre il giovane avrebbe continuato a opporre resistenza tentando di colpirli al volto. La situazione è degenerata fino a quando il giovane e quattro carabinieri sono finiti a terra nella colluttazione. Uno dei militari ha riportato una contusione al torace. Il giovane, portato in caserma, non avrebbe fornito le proprie generalità.
L'udienza di convalida
Giovedì 1° ottobre il 21enne è comparso davanti alla giudice Lisa Casolari, assistito dall'avvocato Alberto Vannetti. In aula il giovane ha fornito una versione diversa rispetto a quanto ricostruito dai carabinieri, raccontando di essere arrivato in Italia, di lavorare con un contratto regolare e di percepire l'indennità di disoccupazione nei periodi previsti. Ha spiegato di non aver inizialmente capito di trovarsi davanti a dei carabinieri e di aver perso la calma nel cercare i documenti, facendo cadere a terra anche il proprio contratto di lavoro. Davanti alla giudice si è scusato, dicendo di essersi reso conto dell'errore solo dopo aver compreso con chi stava parlando.
La vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo ha chiesto la convalida dell'arresto e l'applicazione della misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La giudice ha accolto la richiesta, mentre la difesa ha chiesto i termini a difesa.




