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Grosseto, condannato per diffamazione: dovrà risarcire l'ex compagna

Un 40enne di Grosseto, già condannato per stalking, è stato riconosciuto colpevole di diffamazione ai danni dell'ex compagna tramite una chat di lavoro.

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Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • Condanna a quattro mesi con rito abbreviato per diffamazione, pena sospesa
  • Il beneficio è condizionato al pagamento di 5mila euro di risarcimento entro tre mesi
  • L'uomo era già stato condannato a due anni e mezzo per stalking relativo a fatti del 2022
  • I messaggi diffamatori, diffusi in una chat di lavoro con 15-20 persone, risalgono al periodo 2023-2024

Un uomo di 40 anni residente a Grosseto è stato condannato dal tribunale per diffamazione ai danni della sua ex compagna, dopo essere già stato riconosciuto colpevole in un precedente procedimento per il reato di stalking. Il giudice Marco Bilisari ha disposto una pena di quattro mesi con rito abbreviato, sospesa a condizione che l'imputato versi entro tre mesi i 5mila euro stabiliti come risarcimento alla donna, costituitasi parte civile con l'assistenza dell'avvocata Emanuela Nucciarelli. La sentenza è di primo grado e non è definitiva.

I fatti contestati

Secondo la ricostruzione processuale, l'uomo aveva aperto una chat WhatsApp legata al proprio ambiente lavorativo, a cui partecipavano tra le 15 e le 20 persone. All'interno delle conversazioni, tra messaggi audio e testo, l'ex compagna veniva ripetutamente descritta con termini denigratori, definita come una persona di cattiva reputazione e accusata di tossicodipendenza. I fatti contestati per diffamazione coprono un periodo compreso tra la metà del 2023 e l'aprile 2024, quando la donna venne a conoscenza del contenuto delle chat tramite screenshot ottenuti da un conoscente.

Il giudice ha ritenuto sussistente anche l'aggravante della pubblicità, poiché le offese erano state diffuse attraverso una chat aperta a un numero indeterminato di partecipanti. Nella motivazione, il magistrato ha osservato che le frasi, nel loro insieme, riflettono un atteggiamento di avversione sistematica verso la donna, manifestato attraverso una rappresentazione degradante davanti a terzi.

Il precedente per stalking

L'uomo era già stato condannato a due anni e mezzo per i fatti del 2022, relativi a comportamenti persecutori nei confronti della stessa donna. Il tribunale aveva inoltre disposto all'epoca un divieto di avvicinamento. Secondo l'accusa, gli atteggiamenti ossessivi erano iniziati dopo la fine della convivenza tra i due, alimentati dalla gelosia per la nuova vita sentimentale della donna.

Nel procedimento per diffamazione, la pubblica accusa aveva chiesto una pena di nove mesi e 600 euro di risarcimento, superiore a quella poi stabilita dal giudice. I difensori dell'imputato, che avevano richiesto l'assoluzione, potranno ora presentare appello, come già fatto per la condanna relativa allo stalking.

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