Case popolari, la Filca Cisl propone un tavolo per recuperare il cemento abbandonato
La Filca Cisl di Grosseto chiede al Comune un tavolo permanente per recuperare edifici dismessi e caserme abbandonate e trasformarli in alloggi a canone calmierato.

- La Filca Cisl Grosseto chiede un Tavolo permanente per l'Abitare e la Rigenerazione urbana
- La proposta punta a recuperare ex aree industriali ed edifici dismessi invece di nuovo cemento
- Il sindacato condiziona i cantieri all'applicazione del contratto edile e a misure di legalità
- La richiesta arriva mentre il Comune lavora al nuovo Piano operativo
GROSSETO – Trasformare edifici dismessi, ex aree industriali e caserme abbandonate in alloggi a canone calmierato per famiglie e lavoratori. È la proposta che la Filca Cisl di Grosseto rivolge al Comune, chiedendo l'istituzione di un Tavolo permanente per l'Abitare e la Rigenerazione urbana, in vista del lavoro sul nuovo Piano operativo comunale.
A illustrare la proposta è Paolo Masciarelli, della Filca Cisl Grosseto, che parla di un paradosso del territorio: da una parte famiglie, giovani e lavoratori alle prese con affitti ritenuti insostenibili e liste per l'edilizia popolare sature, dall'altra immobili pubblici e privati lasciati al degrado. Secondo il sindacato, recuperare queste strutture permetterebbe di rispondere all'emergenza abitativa senza consumare nuovo suolo agricolo.
La situazione delle liste per la casa
I dati più recenti forniti dal Comune nel Piano integrato di attività e organizzazione indicano 566 unità familiari in attesa di assegnazione di un alloggio popolare, a fronte di 31 alloggi di edilizia popolare assegnati nell'anno. Il Comune ha intanto pubblicato nei mesi scorsi un nuovo bando per l'assegnazione degli alloggi Erp, con domande online fino al 3 agosto, i cui esiti sostituiranno integralmente la graduatoria del 2024.
Sul fronte urbanistico, il Consiglio comunale ha approvato lo scorso novembre il nuovo Piano Strutturale, mentre il Piano Operativo risulta ancora in fase di redazione: è proprio su questo strumento che la Filca Cisl chiede di innestare il confronto sulla rigenerazione urbana.
Le condizioni sindacali sui cantieri
Per il sindacato la sfida è sia sociale sia occupazionale: riqualificare gli immobili significherebbe creare alloggi a canone calmierato ed efficienti dal punto di vista energetico, generando al contempo lavoro stabile per gli edili maremmani. Tra le possibili fonti di finanziamento indicate figurano il partenariato pubblico-privato previsto dal nuovo Codice degli appalti, fondi immobiliari etici, Cassa depositi e prestiti, fondazioni bancarie, fondi europei Fest Toscana e fondi ministeriali.
Masciarelli pone però una condizione: nessun cantiere senza legalità e sicurezza, chiedendo l'applicazione del contratto collettivo nazionale dell'Edilizia dei sindacati comparativamente più rappresentativi, la verifica della congruità della manodopera, il rispetto del Durc, la patente a crediti, il badge di cantiere e il rafforzamento della formazione e dei rappresentanti per la sicurezza. La richiesta finale della Filca Cisl è che il Comune convochi il tavolo con sindacati, associazioni datoriali e istituzioni per avviare la progettazione degli interventi.




