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Cronaca · Castiglione della Pescaia

Castiglione della Pescaia, il Tar boccia il no della Soprintendenza alla piscina

Il Tar Toscana accoglie il ricorso del proprietario di una villa a Punta Capezzolo e annulla il diniego della Soprintendenza alla costruzione di una piscina.

Beach of Riva del Sole, with view of Punta Capezzolo
Foto Alienautic / Wikimedia Commons, Public domain
In breve
  • Il Tar Toscana ha annullato il diniego della Soprintendenza per una piscina a Punta Capezzolo
  • La vasca, di circa 60 metri quadrati, sarebbe seminterrata e alta solo 40 centimetri
  • Il Tribunale ha condannato la Soprintendenza a pagare 1.500 euro di spese di lite

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha accolto il ricorso presentato dal proprietario di una villa di Punta Capezzolo, a Castiglione della Pescaia, contro il diniego della Soprintendenza alla realizzazione di una piscina. Il proprietario era difeso dall'avvocato Fabio Pisillo.

La decisione del Tar

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha accolto il ricorso presentato dal proprietario di una villa, difeso dall'avvocato Fabio Pisillo, contro il diniego riguardante la vasca di circa 60 metri quadrati che dovrebbe essere costruita seminterrata in una villa di Punta Capezzolo.

Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, poiché la piscina emerge per soli 40 centimetri ed è schermata dalla vegetazione, non si produce alcuna reale alterazione del paesaggio, e sarebbe visibile soltanto con un sorvolo aereo.

Sulla base di queste motivazioni, il Tar ha annullato i provvedimenti impugnati e condannato la Soprintendenza al pagamento di 1.500 euro per le spese di lite.

Il contenzioso tra tutela paesaggistica e diritti privati

La vicenda si inserisce nel più ampio tema del rapporto tra vincoli paesaggistici e interventi edilizi privati lungo la costa maremmana, area soggetta a particolare tutela per la presenza di zone di pregio ambientale. Punta Capezzolo si trova in un tratto di costa di Castiglione della Pescaia caratterizzato da ville immerse nella vegetazione mediterranea, spesso oggetto di vincoli paesaggistici che richiedono il parere della Soprintendenza per qualsiasi intervento edilizio.

La decisione del Tar Toscana rappresenta un precedente significativo per i proprietari di immobili in zone sottoposte a tutela, in quanto stabilisce che opere di limitato impatto visivo, se opportunamente schermate dalla vegetazione e con un'emersione minima dal piano di campagna, non costituiscono necessariamente un'alterazione del paesaggio tale da giustificare un diniego.

Non è stato comunicato se la Soprintendenza intenda presentare ricorso contro la sentenza del Tar.

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