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Carlos, il medico spagnolo "eremita" delle Bandite di Scarlino: scomparso da 11 anni

Trovato nel 2015 nei boschi di Scarlino dopo essere stato dato per morto in Spagna, il medico Carlos Sánchez è di nuovo irreperibile da quasi undici anni.

Carlos, il medico spagnolo "eremita" delle Bandite di Scarlino: scomparso da 11 anni
Foto Giorgio Galeotti / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Carlos Sánchez Ortiz de Salazar, medico spagnolo, era scomparso da Siviglia tra il 1996 e il 1998
  • Nel novembre 2015 fu ritrovato da alcuni cercatori di funghi nei boschi delle Bandite di Scarlino, dove viveva da eremita
  • In Spagna era stato dichiarato legalmente morto dopo dieci anni senza notizie
  • Quando i genitori arrivarono in Maremma per riabbracciarlo, l'uomo era già scomparso di nuovo e da allora non si hanno più sue notizie

SCARLINO. Sono passati quasi undici anni da quando Carlos Sánchez Ortiz de Salazar, medico spagnolo nato a Bilbao, è scomparso per la seconda volta dai boschi delle Bandite di Scarlino, dopo essere stato ritrovato nel novembre 2015 mentre viveva da eremita nella macchia tra Scarlino e Cala Violina.

La prima scomparsa e la "morte" in Spagna

Sulla data della sua prima sparizione restano versioni discordanti: le cronache dell'epoca la collocano a metà degli anni Novanta, nel 1996, mentre gli atti ufficiali spagnoli relativi al procedimento di dichiarazione di morte presunta indicano il 13 aprile 1998 come l'ultima data in cui si ebbero sue notizie. In base alla legge spagnola, trascorsi più di dieci anni senza alcun contatto, un disperso può essere dichiarato legalmente morto: è quanto accaduto a Carlos, che da quel momento in patria risultava deceduto a tutti gli effetti.

Il ritrovamento del 2015

Nell'ottobre 2015 alcuni cercatori di funghi si imbatterono per caso nel suo accampamento, nascosto nella fitta vegetazione delle Bandite. La notizia, diffusa tramite i social e alcune associazioni di familiari di persone scomparse, arrivò fino in Spagna, dove i genitori riconobbero il figlio grazie a un passaporto fotografato da un operaio. I due, insieme ad altri familiari, raggiunsero allora la Maremma nella speranza di riabbracciarlo.

Scomparso di nuovo, da allora nessuna notizia

Quando i genitori arrivarono a Scarlino, però, Carlos non si trovava più nel bosco: aveva smontato l'accampamento e si era allontanato prima del loro arrivo. Da quel momento, nonostante le ricerche di volontari e associazioni, dell'uomo non si è più saputo nulla. «Da allora nessuno ha saputo più nulla di Carlos», racconta oggi la presidente nazionale dell'associazione Penelope, Emanuela Zuccagnoli, che segue da anni la vicenda insieme all'organizzazione spagnola Sos Desaparecidos.

A distanza di undici anni, la sorte del medico spagnolo che aveva scelto di vivere lontano da tutti nei boschi scarlinesi resta un mistero irrisolto, sospeso tra la morte legale certificata in Spagna e la vita reale che per quasi vent'anni l'uomo ha condotto in Maremma.

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