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Alluvione del 1966 a Grosseto, la figlia del sindaco Pollini racconta l'allarme

A 60 anni dall'esondazione dell'Ombrone, Eva Pollini ricorda le ore concitate in cui il padre, sindaco di Grosseto, decise l'allarme insieme alla Prefettura.

Alluvione del 1966 a Grosseto, la figlia del sindaco Pollini racconta l'allarme
Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • Il 4 novembre 1966 l'Ombrone ruppe gli argini invadendo Grosseto
  • Il sindaco Renato Pollini discusse con la Prefettura sui tempi dell'allarme
  • L'alert fu diramato alle 6, un'ora prima dell'ondata di piena
  • Il racconto è emerso durante un incontro pubblico organizzato per i 60 anni dall'alluvione

A sessant'anni dall'alluvione che sommerse Grosseto, emergono nuovi dettagli su come fu gestito l'allarme alla popolazione nelle ore drammatiche del 4 novembre 1966, quando l'Ombrone ruppe gli argini e l'acqua invase il centro abitato. A raccontarli è Eva Pollini, filologa e docente, figlia del sindaco dell'epoca Renato Pollini, che in un incontro pubblico dedicato alla memoria dell'alluvione ha ricostruito i momenti che precedettero la diramazione dell'allerta.

Il confronto con la Prefettura

Secondo la testimonianza di Eva Pollini, tra il Comune e la Prefettura ci fu una valutazione diversa dell'urgenza della situazione: Eva Pollini ha dialogato con la storica Luciana Rocchi offrendo una testimonianza inedita e toccante di quei momenti drammatici, nei ricordi da figlia di un sindaco che si trovò a gestire uno degli eventi più drammatici nella storia della città. Nel racconto, l'allarme poté essere diramato solo dopo il via libera della Prefettura, arrivato alle 6 del mattino: un'ora dopo, alle 7, la piena investì la città, lasciando agli uffici comunali un solo margine di tempo per avvertire i residenti. Pollini ha però riconosciuto, a posteriori, che la scelta del prefetto di non anticipare l'allarme fu quella più corretta, per evitare che le persone perdessero tempo prezioso a mettere in salvo beni materiali invece di raggiungere i piani alti.

Tra gli episodi raccontati figura anche l'intervento diretto del sindaco, che insieme a don Franco Cencioni si recò con un mezzo in via de Barberi, zona vicina all'argine, per avvisare a voce gli abitanti di salire ai piani superiori. Il compito di diffondere l'allarme fu poi affidato a Omero Pucci, che percorse le strade della città con un altoparlante montato sull'auto ripetendo l'annuncio dell'esondazione.

Un evento per non dimenticare

La testimonianza è stata raccolta in occasione di una giornata di studio dedicata alla memoria dell'alluvione e al futuro della gestione idrica del territorio, promossa dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e organizzata nella Giornata mondiale dei fiumi. L'appuntamento ha messo al centro del dibattito la storia, il presente e il futuro dell'Ombrone, ponendo alla cittadinanza tre quesiti di fondo: cosa accadde davvero il 4 novembre 1966, cosa sta succedendo oggi lungo i nostri corsi d'acqua alla luce del cambiamento climatico e come dobbiamo attrezzarci per gestire il domani. Durante l'incontro è stato proiettato anche un documentario d'epoca sulla città e sul suo rapporto con il fiume, restaurato nel 2025 dalla Mediateca Digitale della Maremma.

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