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Granuli bianchi sulle coste toscane: ARPAT conferma l'origine naturale

Le analisi ARPAT sul materiale spiaggiato tra Rimigliano, Baratti, Golfo di Follonica ed Elba escludono residui plastici: si tratta di alginato di sodio.

Illustrazione
In breve
  • Il materiale è composto principalmente da alginato di sodio, sostanza di origine biologica
  • Esclusa l'ipotesi di residui plastici riportata da alcuni organi di stampa
  • L'area coinvolta va da San Vincenzo e Piombino fino alle isole d'Elba e Capraia
  • Proseguono gli accertamenti per stabilire l'origine esatta del fenomeno, tra cui un possibile coinvolgimento della vegetazione costiera

ARPAT ha reso noti i primi accertamenti analitici sul materiale bianco rinvenuto lungo il litorale toscano, tra Rimigliano e Baratti, nel Golfo di Baratti, nel Golfo di Follonica e a Rio Marina, all'Isola d'Elba. Lo comunica l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana in un comunicato pubblicato il 22 settembre 2026.

Cosa dicono le analisi

Le analisi effettuate hanno identificato il materiale come prevalentemente costituito da alginato di sodio, una sostanza di origine biologica. ARPAT esclude quindi che si tratti di residui plastici, come invece riportato da alcuni organi di stampa nei giorni scorsi.

Resta da chiarire l'origine del materiale e la causa della sua presenza su un'area particolarmente estesa, che va dal tratto costiero tra San Vincenzo e Piombino fino alle isole d'Elba e Capraia. Al momento, fa sapere l'agenzia, non sono disponibili riscontri su fenomeni analoghi di questa ampiezza né precedenti documentati nel Mediterraneo.

Le ipotesi sulla provenienza

Secondo ARPAT, l'alginato può essere prodotto da diverse alghe, anche unicellulari, e può essere associato a meccanismi di protezione o a risposte a condizioni di stress ambientale. Gli approfondimenti condotti al microscopio hanno però evidenziato, in alcuni campioni prelevati a Rio nell'Elba, strutture riconducibili anche a tessuti di piante superiori. Tra le ipotesi allo studio vi è quindi anche un possibile coinvolgimento della vegetazione costiera.

I gel polisaccaridici, inoltre, possono inglobare altri materiali, rendendo complessa l'identificazione della matrice originaria. Gli elementi raccolti finora indicano comunque una prevalente natura biologica e, con ogni probabilità, vegetale del materiale.

ARPAT fa sapere che gli accertamenti proseguiranno per determinare con maggiore precisione la provenienza del fenomeno.

Fonte: ARPAT – comunicati

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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