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Agrivoltaico Casalone a Grosseto: la Regione chiede di valutare meno pannelli

Il progetto Sorgenia da 24,72 MW vicino al depuratore San Giovanni è ancora in valutazione: chiesti approfondimenti su paesaggio, acqua e agricoltura.

Illustrazione
In breve
  • Sorgenia ha depositato le integrazioni il 2 settembre, procedimento ancora aperto

GROSSETO. Un impianto agrivoltaico da quasi 34mila pannelli fotovoltaici su 28 ettari di terreno agricolo alle porte di Grosseto, in prossimità dell'impianto di depurazione San Giovanni: è il progetto "Casalone" presentato da Sorgenia Renewables, tuttora al centro dell'istruttoria regionale per la Valutazione di impatto ambientale. L'avviso pubblicato dalla Regione Toscana riguarda l'istanza per il rilascio dell'autorizzazione unica e di valutazione di impatto ambientale regionale per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte solare di potenza 24,72 MWe, denominato "Casalone", nel comune di Grosseto.

Il procedimento, come emerge dagli atti dell'istruttoria, ha già visto un primo passaggio significativo: il 24 aprile la Regione Toscana ha formalizzato una lunga richiesta di integrazioni e chiarimenti, a cui Sorgenia ha risposto presentando la nuova documentazione il 2 settembre 2026.

Le richieste degli enti

Tra i contributi arrivati durante l'istruttoria, quello della Provincia di Grosseto chiede al proponente di valutare una riduzione dell'area occupata dai pannelli, per evitare la saturazione delle aree agricole di frangia e mantenere spazi liberi, con una configurazione che segua maggiormente la struttura dei campi e dei fossi esistenti. Anche gli uffici regionali competenti in materia di paesaggio hanno chiesto di approfondire gli impatti cumulativi con gli altri impianti da fonti rinnovabili presenti nella piana intorno a Grosseto, valutando la possibilità di ridimensionare l'opera, in particolare per quanto riguarda il Lotto Ovest.

Un ulteriore nodo riguarda la classificazione dell'area: secondo la pianificazione energetica regionale rientra tra le zone non idonee in quanto compresa nelle aree Dop e Igp, mentre la documentazione di Sorgenia la considera idonea in base alla normativa nazionale per la vicinanza al depuratore di San Giovanni. Sul fronte agricolo è stato chiesto di dimostrare il mantenimento di almeno l'80% della produzione lorda vendibile, mentre sul fronte idrico gli uffici hanno richiesto dati sulla concessione del pozzo esistente e sui consumi previsti, incluso il fabbisogno per la pulizia dei pannelli. Anche l'Ente Parco della Maremma è intervenuto, chiedendo di valutare gli effetti di frammentazione degli habitat sul territorio, non limitando l'analisi al solo impatto paesaggistico.

Il deposito delle integrazioni da parte di Sorgenia non equivale a un'autorizzazione: gli enti dovranno ora esaminare le risposte fornite dalla società per stabilire se le criticità sollevate nell'istruttoria siano state superate.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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