Caccia, apre oggi la stagione in Toscana: in Maremma tesserini quasi dimezzati in 15 anni
Da oggi via alla caccia in Toscana. In provincia di Grosseto i tesserini sono scesi da 9.951 a 6.216 in 15 anni. Il Wwf contesta il calendario regionale.

- Apertura ufficiale della stagione venatoria in Toscana da domenica 20 settembre 2026
- In Maremma i tesserini venatori sono passati da 9.951 a 6.216 in quindici anni
- Il Wwf Toscana contesta lo scostamento del calendario regionale dai pareri dell'Ispra
- Il Tar Toscana ha respinto le richieste di sospensiva delle associazioni ambientaliste
Da oggi, domenica 20 settembre, riparte ufficialmente in Toscana la stagione venatoria generale, dopo le due giornate di preapertura del 2 e 6 settembre dedicate al prelievo in deroga di storno, tortora dal collare e piccione. Il calendario, approvato dalla Giunta regionale con delibera dell'8 giugno scorso, resterà in vigore fino al 31 gennaio 2027, con periodi e carnieri differenziati per le diverse specie.
Meno cacciatori in Maremma
Il settore venatorio continua però a ridursi. In provincia di Grosseto i tesserini venatori sono scesi in quindici anni da 9.951 a 6.216, un calo che a livello regionale ha portato i cacciatori toscani dai circa 120-200mila di alcuni decenni fa agli attuali 60mila. Tra le cause indicate ci sono l'invecchiamento anagrafico dei praticanti, il ridotto ricambio generazionale e i costi crescenti per l'attività venatoria.
Le critiche del Wwf Toscana
Nonostante il calo dei numeri, secondo il Wwf Toscana il peso politico del mondo venatorio continuerebbe a condizionare le decisioni regionali. In un comunicato firmato dal delegato regionale Guido Scoccianti, l'associazione definisce la caccia toscana "insostenibile e che continua a calpestare le indicazioni del mondo scientifico". Il Wwf contesta in particolare lo scostamento del calendario dai pareri dell'Ispra, l'istituto tecnico-scientifico nazionale di riferimento: l'ente aveva indicato il primo ottobre come data di apertura per la maggior parte delle specie, mentre la Regione ha confermato il 20 settembre; per acquatici e turdidi la chiusura è stata fissata al 31 gennaio, oltre le soglie di metà gennaio suggerite dall'Ispra. Contestati anche il mancato stop al prelievo dell'allodola e i limiti ancora ristretti al divieto di munizioni al piombo, circoscritto alle sole zone umide.
Non mancano, secondo l'associazione, alcuni passi avanti: lo stop al prelievo di specie in grave crisi come il combattente, la pavoncella e la tortora selvatica, ottenuto dopo pressioni dell'Unione Europea e azioni legali delle associazioni ambientaliste. "Ci troviamo di fronte a regole modellate più sulle richieste dei cacciatori che sulla tutela della natura. Siamo nel 2026 o nel 1926?", ha dichiarato Scoccianti.
La contestazione arriva dopo che nelle scorse settimane 17 associazioni ambientaliste e animaliste avevano chiesto alla Regione di cancellare le giornate di preapertura e di rinviare l'avvio della stagione al primo ottobre, a causa delle conseguenze del caldo e della siccità estiva sulla fauna selvatica. Il Tar Toscana ha però respinto le richieste di sospensiva, e il calendario regionale è stato confermato.

