Agrivoltaico di Ribolla, Legambiente chiede trasparenza sulla proprietà
Legambiente interviene sul caso dell'impianto agrivoltaico di Ribolla, riconducibile al gruppo israeliano Shikun & Binui, chiedendo verifiche sulla filiera societaria.

- Il progetto da 20 MW e oltre 36mila pannelli ha ricevuto il via libera ambientale della Regione Toscana
- La società proponente SPV Energy 3 è riconducibile al gruppo israeliano Shikun & Binui
- Shikun & Binui figura nella banca dati Onu sulle imprese legate agli insediamenti nei territori palestinesi occupati
- Legambiente si dice favorevole all'agrivoltaico ma chiede trasparenza sulla struttura proprietaria
Il caso Ribolla arriva a Legambiente
ROCCASTRADA – Il progetto di impianto agrivoltaico previsto a Ribolla, frazione del comune di Roccastrada, torna al centro del dibattito dopo l'intervento di Legambiente, che chiede alle istituzioni di fare chiarezza sulla struttura proprietaria della società che lo promuove.
L'impianto, da circa 20 megawatt e con oltre 36mila moduli fotovoltaici, ha già ottenuto dalla Regione Toscana il parere positivo di compatibilità ambientale. A presentare la richiesta è formalmente la società SPV Energy 3, che secondo quanto ricostruito da diverse inchieste giornalistiche e confermato da un'interrogazione parlamentare del Pd, non avrebbe dipendenti, un capitale sociale di 2.500 euro, e sarebbe riconducibile a Shikun & Binui Energy Europe Bv, con lo stesso amministratore delegato, Yuval Skornik, a capo del dipartimento energetico del gruppo israeliano Shikun & Binui.
Il nodo che ha acceso la protesta locale, con presidi e raccolte firme promossi dal collettivo Diritti in Palestina, riguarda la presenza della capogruppo israeliana nella banca dati Onu: Shikun & Binui Ltd. compare al numero 136 della banca dati predisposta dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che elenca le imprese coinvolte in attività legate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
Le posizioni di Legambiente
Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente, ha dichiarato: «Siamo e restiamo convintamente favorevoli all'agrivoltaico, perché rappresenta una delle opportunità più interessanti per accelerare la decarbonizzazione, sostenere l'agricoltura e rendere i territori più resilienti alla crisi climatica». Gentili ha aggiunto che «la crescita delle rinnovabili debba essere accompagnata da criteri di qualità, trasparenza e responsabilità altrettanto forti» e ha chiesto alle istituzioni competenti di «fare piena chiarezza sulla struttura proprietaria» del progetto di Ribolla.
Sulla stessa linea Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, che ha sottolineato la necessità di tenere distinti due piani: da un lato l'urgenza della transizione energetica, dall'altro «l'accertamento rigoroso dei fatti e delle responsabilità» legate al gruppo Shikun & Binui.
Il caso di Ribolla si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge altri progetti in Toscana, tra cui quelli a Collesalvetti, Gavorrano e in provincia di Pisa, tutti oggetto di un'interrogazione presentata alla Camera da alcuni deputati del Pd toscano.



