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Scuole dell'entroterra grossetano, dove gli alunni stranieri sono più della metà

A Prata, Boccheggiano, Monterotondo Marittimo e Castel del Piano gli alunni stranieri superano il 30% previsto dal nuovo decreto Valditara.

Scuole dell'entroterra grossetano, dove gli alunni stranieri sono più della metà
Foto Stef72 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • A Prata (Massa Marittima) il 72% degli alunni della primaria ha cittadinanza straniera, la percentuale più alta della provincia
  • Il decreto Valditara introduce un tetto del 30% per gli studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano, con deroghe dove lo spostamento non è possibile
  • Il sindaco di Montieri Verruzzi difende l'integrazione partendo dalla scuola nei piccoli centri dell'entroterra
  • 34 plessi della provincia hanno superato il 30% di alunni con cittadinanza non italiana nel 2024/25

Nei piccoli comuni dell'entroterra grossetano, dall'Amiata alle Colline Metallifere, gli alunni con cittadinanza straniera rappresentano ormai in molti casi la maggioranza delle classi, secondo i dati Open Data del ministero dell'Istruzione e del Merito relativi all'anno scolastico 2024/25. Un fenomeno che assume particolare rilievo alla luce del decreto legge annunciato dal governo, che introduce un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle aule.

I numeri della provincia

Il caso più netto riguarda Prata, frazione di Massa Marittima, dove la scuola primaria conta 25 alunni, di cui 18 con cittadinanza straniera: il 72%, la quota più alta dell'intera provincia. Seguono Boccheggiano, nel comune di Montieri, con 14 alunni stranieri su 23 (60,87%), e la primaria di Monterotondo Marittimo, con 31 studenti su 54 (57,41%). Percentuali elevate si registrano anche a Castel del Piano, dove alla primaria Santucci gli alunni non italiani sono 83 su 173 (47,98%) e alla media Vannini 67 su 153 (43,79%), mentre alla primaria di Seggiano si arriva al 56%. Complessivamente, secondo i dati ministeriali, 34 plessi della provincia di Grosseto hanno superato nel 2024/25 la soglia del 30% di alunni con cittadinanza non italiana: quindici con meno di cinquanta iscritti, otto con almeno cento.

Il decreto e le reazioni locali

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, nell'ambito del pacchetto di norme presentato dalla Lega, ha spiegato che il decreto legge introdurrà "un tetto del 30% agli studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano", precisando che "non conterà quindi semplicemente la cittadinanza, ma la conoscenza della lingua". Il provvedimento, ha chiarito il ministro, riguarderà i nuovi ingressi e non comporterà la riorganizzazione delle classi già costituite, con deroghe previste dove lo spostamento degli studenti tra istituti non sia materialmente possibile, come nei piccoli centri montani con un solo plesso scolastico.

Sulla misura è intervenuto il sindaco di Montieri, Nicola Verruzzi: «Il mio è uno dei Comuni con le percentuali più alte di stranieri a scuola e me ne vanto. Questo stesso governo lo scorso anno aveva fatto una legge sulla montagna riducendo, giustamente, il numero di alunni per classe per evitare le pluriclassi. Questa proposta del tetto al 30% di stranieri è assurda e prettamente propagandistica». Il primo cittadino ha aggiunto che, a suo avviso, l'integrazione deve partire proprio dalla scuola, definita «il primo caposaldo perché una persona possa dirsi parte di una comunità».

Nei comuni dell'entroterra, la presenza di famiglie straniere è legata in larga parte al lavoro agricolo, in particolare nelle vigne dell'area amiatina.

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