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Truffa sul Decreto flussi a Grosseto, la Flai Cgil chiede più controlli e tutele

Dopo l'arresto di due imprenditori grossetani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la Flai Cgil chiede controlli più stringenti e tutele per le vittime.

Truffa sul Decreto flussi a Grosseto, la Flai Cgil chiede più controlli e tutele
Foto Somebody.gr / Wikimedia Commons, CC0
In breve
  • Flai Cgil chiede una white list delle imprese, collocamento pubblico e tutele per le vittime che denunciano

Un imprenditore grossetano di 64 anni e la moglie, di 49 anni e origini marocchine, sono stati arrestati con l'accusa di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina pluriaggravato. Il provvedimento è stato eseguito nell'ambito dell'operazione "Border line", condotta dalla Guardia di Finanza di Grosseto insieme ai Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria, su ordinanza del gip del Tribunale di Grosseto richiesta dalla Procura della Repubblica.

L'inchiesta

A far scattare le investigazioni sono state le denunce presentate nel 2024 da diversi cittadini stranieri. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la coppia avrebbe reclutato cittadini extracomunitari, in particolare marocchini, direttamente nel Paese d'origine, facendosi pagare fino a 10mila euro a persona con la promessa di un lavoro, della documentazione per l'ingresso in Italia e di un permesso di soggiorno di lunga durata. Una volta atterrati in Italia, però, i cittadini stranieri si sarebbero trovati di fronte a una realtà ben diversa: gli impieghi promessi presso l'azienda riconducibile agli arrestati, per i quali avevano pagato, sarebbero stati del tutto fittizi. Privi di lavoro e abbandonati a sé stessi, venivano stipati in alloggi messi a disposizione dagli stessi indagati dietro il pagamento di un affitto di circa 250 euro al mese. Secondo la Procura, i migranti sarebbero stati inoltre costretti a versare fino a 1.000 euro in contanti per ottenere buste paga false necessarie al rinnovo del titolo di soggiorno. Le indagini hanno accertato 31 ingressi illegali e 22 visti irregolari. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per entrambi gli arrestati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

La reazione della Flai Cgil

Sul caso interviene Paolo Rossi, segretario della Flai Cgil di Grosseto, secondo cui la vicenda conferma come lo sfruttamento della manodopera straniera in provincia passi anche per l'abuso di strumenti legali come il Decreto flussi, trasformati in un business criminale. Il sindacato ricorda il modello delle "aziende senza terra" e degli intermediari che lucrano sulla manodopera, già segnalato con l'iniziativa delle Brigate del Lavoro e che ha portato, insieme alle Prefetture di Grosseto e Siena, alla firma del protocollo "Codice etico Agricoltura".

Rossi chiede controlli più stringenti sulle procedure di ingresso, una white list reale delle imprese e un collocamento pubblico dei lavoratori stranieri con mediatori culturali, per sottrarre spazio a chi specula su permessi di soggiorno e contratti fittizi. Il sindacato sollecita inoltre tutela e possibilità di reinserimento lavorativo per le vittime che decidono di denunciare, per evitare che restino ostaggio di chi sfrutta la loro condizione.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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