Orbetello, il futuro del San Giovanni di Dio nel Patto per la salute della Maremma
I sindaci chiedono dati su personale, posti letto e investimenti prima di riorganizzare la chirurgia. In discussione il ruolo del San Giovanni di Dio nella rete sanitaria provinciale.

- Il San Giovanni di Dio entra nel nuovo Patto per la salute della Maremma insieme agli altri quattro ospedali della provincia
- I sindaci chiedono dati su personale, posti letto, attività chirurgica e investimenti prima di attuare la riorganizzazione
- Resta sospesa la delibera 901 del 28 agosto dell'Asl Toscana Sud Est sulla rete chirurgica
- La distanza geografica viene indicata come fattore da considerare nelle scelte sanitarie per i territori più lontani da Grosseto
ORBETELLO. Non più soltanto quali interventi chirurgici si potranno ancora eseguire al San Giovanni di Dio, ma quale ruolo dovrà avere l'intero ospedale di Orbetello nella sanità maremmana dei prossimi anni. È questo il punto principale emerso dalla riunione congiunta delle Conferenze dei sindaci delle due zone-distretto della provincia di Grosseto, che ha portato alla proposta di un nuovo Patto per la salute della Maremma.
L'intesa dovrebbe coinvolgere i cinque ospedali della provincia - Misericordia di Grosseto, San Giovanni di Dio di Orbetello, Sant'Andrea di Massa Marittima, l'ospedale di Pitigliano e il presidio di Castel del Piano - definendo per ciascuno funzioni, personale e investimenti. Per la Costa d'Argento significa che il futuro del presidio dovrà essere discusso all'interno di questa nuova mappa sanitaria provinciale.
Prima i dati, poi le scelte
Alla base della richiesta c'è un cambio di metodo: prima di modificare l'organizzazione dei singoli servizi, i sindaci vogliono conoscere numeri, personale disponibile, posti letto, attività chirurgica, utilizzo delle sale operatorie, liste d'attesa, trasferimenti dei pazienti, investimenti e risorse necessarie. Resta sullo sfondo la delibera 901 del 28 agosto 2026 dell'Asl Toscana Sud Est sulla riorganizzazione della rete chirurgica, che aveva acceso le proteste dei territori periferici: il documento approvato dai sindaci chiede che non venga attuata fino alla conclusione del confronto con la Conferenza dei sindaci.
Nella riunione del 29 settembre, come riferito dall'assessora regionale alla sanità Monia Monni, la Regione intende definire il ruolo dei diversi presidi all'interno di una rete provinciale integrata, tenendo conto anche delle distanze e delle caratteristiche delle aree interne, lavorando da subito con le Conferenze dei sindaci e con l'Asl su obiettivi chiari e verificabili.
Il nodo della distanza
Per un territorio come quello della Costa d'Argento, distante dal capoluogo e con una popolazione che cresce notevolmente nei mesi estivi, la questione della distanza geografica come fattore sanitario assume un peso particolare. Resta da capire quali attività chirurgiche, quale personale e quali posti letto saranno garantiti al San Giovanni di Dio, e come l'ospedale si integrerà con la rete territoriale fatta di Case della Comunità, medicina generale e assistenza domiciliare. Il confronto tra Comuni, Regione e Asl Toscana Sud Est proseguirà nelle prossime settimane.




