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Grosseto, l'assessore Megale: «Il Nos non chiude, resta l'attività in borghese»

L'assessore alla Sicurezza del Comune di Grosseto replica alle polemiche: il Nucleo operativo sicurezza continuerà a operare anche in abiti civili.

Illustrazione
In breve
  • Le attività specialistiche in abiti civili diventeranno da autorizzare caso per caso

L'assessore alla Sicurezza del Comune di Grosseto, Riccardo Megale, è intervenuto per fare chiarezza sul futuro del Nucleo operativo sicurezza (Nos) della polizia municipale, dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi da una direttiva firmata dallo stesso assessore. Il Nos, sottolinea Megale, non sarà soppresso e continuerà a garantire servizi in borghese sul territorio cittadino.

La direttiva del 16 settembre

Al centro del confronto c'è un'informativa datata 16 settembre 2026, con cui l'assessore ha indicato una nuova impostazione per il Corpo: priorità alla presenza visibile degli agenti in divisa, mentre le operazioni in abiti civili diventerebbero attività da autorizzare quando ritenute necessarie, anziché una modalità operativa costante come avvenuto finora. Il documento non dispone formalmente lo scioglimento del reparto e riconosce i risultati ottenuti dalle attività specialistiche svolte negli anni.

Il Nucleo operativo sicurezza conta oggi 12 vigili, di cui soltanto 6 lavorano abitualmente senza uniforme, su un Corpo di polizia municipale che supera complessivamente le cento unità. Il reparto, nato da una scelta politica dell'amministrazione sulla sicurezza urbana, è stato negli anni uno degli strumenti utilizzati dal Comune nel contrasto allo spaccio, alla microcriminalità, alle occupazioni abusive e al degrado, oltre che nei controlli sui pubblici esercizi.

La replica dell'assessore

Di fronte alle preoccupazioni emerse in maggioranza per l'assenza di un confronto preventivo sulla nuova linea, Megale ha voluto precisare che l'obiettivo della direttiva non è ridurre l'efficacia del Nos ma affiancare alla presenza in borghese una maggiore visibilità delle divise sul territorio, ritenuta utile per la percezione di sicurezza dei cittadini. Il Nucleo, riferisce l'assessore, proseguirà quindi la propria attività anche in abiti civili, strumento che negli ultimi mesi ha permesso diversi interventi contro lo spaccio in città.

La vicenda resta oggetto di discussione all'interno della maggioranza comunale, chiamata a valutare come conciliare le due esigenze: la presenza deterrente degli agenti riconoscibili e il mantenimento delle attività investigative che richiedono la mancata riconoscibilità del personale.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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